Obama rappresenta ancora il domani

Opinioni

Il 2017 può essere un anno tremendo con Olanda, Francia, Germania e probabilmente Italia al voto

Ne ha scritto bene Vittorio Zucconi ieri: è già nostalgia. Per Obama. Nostalgia è una parola tenera, che di norma si trova più nelle corde di chi ha qualche capello bianco. Se invece “prende” anche i giovani vuol dire che quel signore che ieri ha salutato il suo popolo, lasciando la Casa Bianca, rappresenta ancora il domani.

Studiosi, giornalisti, politici fanno e faranno il bilancio di questi ultimi otto anni. Da subito però, nel mio piccolo, sono anch’io tra quei milioni che provano nostalgia e che vorrebbero Obama di nuovo riferimento per il popolo democratico e di sinistra che vive ben oltre i confini di quel Paese. Lo penso perché oltre al fare nella politica contano linguaggio, simboli, stile. Forse come succede nella vita anche Obama avrà fatto molte cose buone e altre meno. Per me restano la sua fede nei diritti umani e civili, lo sguardo coerente alla giustizia sociale e un senso di utopia. L’altra parola, invece, è allarme.

Allarme per Trump e per la enorme preoccupazione che ci assale. Per le politiche annunciate, per la regressione nell’uso del potere, per l’offesa alle donne, per l’aggressione ai principi su cui immaginavamo di costruire il tempo a venire. Certo, mi si dirà che basterebbe qualche libro per sapere come nulla è per sempre. Che forse i sessant’anni alle spalle sono stati una bella parentesi dell’Europa e che democrazia, solidarietà, rispetto sono sempre da rinnovare, mentre oggi l’uguaglianza è spesso da conquistare.

Il 2017 può essere un anno tremendo con Olanda, Francia, Germania e probabilmente Italia al voto. Ma può essere, al contrario, una stagione positiva. Questa è la prova per il più largo campo progressista in Europa. Per il Pd, per una sinistra in affanno e divisa anche in Italia dopo l’esito del referendum.

Angoscia è il terzo termine che scelgo. «Non fatemi parlare» ha detto un signore inseguito dalle tv mentre andava a riconoscere chi erano i sopravvissuti in Abruzzo. Uno strazio indicibile. Un’altra calamità su quelle terre. La più orribile è sapere che qualcuno potrebbe usare la disperazione per contrapporre chi lì soffre ad altri disperati che fuggono da fame, guerre, violenze.

Speranza è il mio ultimo vocabolo di oggi. Non oserei pronunciarlo. Però Barack Obama alla sua gente, al suo Paese è questo che ha voluto dire: reagite perché la grande storia della libertà e della dignità di ogni persona continuerà solo se in tanti la prenderanno in mano.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli