Orgogliosa di Federica Mogherini

Opinioni

Incomprensibile e strumentale l’attacco di Giorgia Meloni. Quelle lacrime hanno reso il discorso non più molle, ma degno di un continente ferito che reagisce con tenacia

Per Giorgia Meloni le lacrime che l’Alto rappresentante per la Politica estera europea ha versato ieri in conferenza stampa, parlando delle stragi a Bruxelles, sarebbero “il simbolo di un’Europa debole, molle e incapace davanti agli attacchi che subisce” e quindi ne chiede le dimissioni.

Parole incomprensibili e ancora una volta strumentali, che non stupiscono da parte di forze politiche che agiscono da sciacalli ogni qual volta se ne presenta l’occasione e che pericolosamente giorno dopo giorno soffiano sul fuoco dell’intolleranza e della xenofobia incuranti dei danni che possono provocare.

E parole incomprensibili perché è davvero difficile non capire, di fronte al fondamentalismo dell’Isis, che disprezza la dignità delle donne e le rinchiude nell’anonimato e fuori dallo spazio pubblico, quanto potente sia l’immagine dell’Europa che ha come sua rappresentante una giovane donna.

Un’immagine, questa, che davanti alla violenza del terrorismo non può che farci sentire orgogliosi dei nostri valori di rispetto e uguaglianza.

Le lacrime di Federica ieri sono state la testimonianza di una politica che vive la realtà e che sa commuoversi, così lontane dalla barbarie dei terroristi e dalla loro violenza. Hanno reso quel discorso non più debole e molle, ma degno di un continente ferito che con tenacia e fermezza deve saper rispondere alle sfide cui siamo chiamati. Senza rinunciare ai propri valori, senza smettere di essere umano.

Quelle lacrime sono, anche, la nostra forza. Ed io sono orgogliosa che lei rappresenti l’Italia e l’Europa.

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