Il Pd è in campo per una green society

L'Editoriale

Il cambiamento climatico è una grande questione del nostro tempo e noi abbiamo fatto e possiamo ancora fare molto

Siccità. Alluvioni. Queste due parole stanno entrando con forza devastante nell’uso quotidiano anche da noi in Italia. Il cambiamento climatico non è un affare d’altri, ma una minaccia per tutti. Una grande questione del nostro tempo.

Anche per questo le riflessioni su questo tema meritano di essere sviluppate e approfondite sempre. Tanto più oggi che nel mondo si fanno largo approcci come quello degli Usa di Trump che pensano di cancellare con un tratto di penna le conseguenze di modelli di sviluppo che hanno un impatto fortemente negativo sul clima.

Non c’è dubbio che a noi tocca un salto di qualità, qui ed ora, rispetto ai temi della svolta ecologica dello sviluppo. Ma se l’Italia oggi non è all’anno zero su questo fronte e anche grazie alle tante battaglie che le donne e gli uomini del Partito democratico hanno portato avanti con convinzione in questi anni.

C’è tanto ancora da fare, lo sappiamo. Ma come dimenticare lo sforzo finanziario fatto dai nostri governi per la sicurezza dei territori, con cantieri partiti finalmente dopo anni di stallo. Come dimenticare la legge sugli ecoreati, quella contro lo spreco alimentare, la prima legge per la biodiversità per proteggere il nostro patrimonio paesaggistico e ambientale unico. E ancora, Expo e la Carta di Milano con cui abbiamo dato un contributo significativo allo sviluppo di scelte internazionali rilevanti come i nuovi Obiettivi sostenibili dell’Onu e Cop21 a Parigi. Proprio con Expo a quei tavoli abbiamo portato la forza di 21 milioni di visitatori e la consapevolezza di oltre 2 milioni di studenti coinvolti nella più grande operazione di educazione alimentare e ambientale realizzata a livello europeo.

Questione ecologica e questione agricola si tengono strettamente. Con il Pd lavoriamo ogni giorno perché nel nostro modello agricolo, e non solo, la sostenibilità sia sempre più chiave di competitività. E le storie di successo che vengono dai territori ci dicono che la strada intrapresa è giusta. Rivendico ad esempio con orgoglio la leadership che l’Italia ha nel settore del biologico, con tassi di crescita che superano il 20% nelle superfici coltivate, 1,8 milioni di ettari, negli operatori, 72mila, e nei consumi.

Nell’ultimo anno sono stati convertiti a biologico 300mila ettari, una superficie grande come la provincia di Bologna, case e uffici compresi. Ecologia e tecnologia sono i due assi fondamentali per proiettare nel futuro il nostro agroalimentare e proprio per questo nel piano Industria 4.0 abbiamo inserito un capitolo specifico per l’innovazione nell’agrofood. Anche se spesso ce ne dimentichiamo, siamo uno dei Paesi con il maggior tasso di crescita dell’energia prodotta da fonti rinnovabili.

Sono pezzi fondamentali del mosaico che dobbiamo continuare a costruire insieme per realizzare sul serio la green society. Non sono solo fatti economici, seppur importanti. Sono scelte culturali e sociali prima di tutto. Tenere insieme la sostenibilità integrale con l’equità e l’inclusione sociale è un faro della nostra azione. E di questa sfida il Pd deve continuare ad essere protagonista. Perché richiede una svolta di modello e ripropone prima di tutto un’idea forte della democrazia e della cittadinanza. Perché è il terreno giusto per tornare a investire sulle comunità. E’un tema tutto politico. Per questo nella Conferenza programmatica di ottobre declineremo con ancora più forza le nostre proposte per continuare a cambiare l’Italia anche da qui.

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