Per realizzare la “Quarta via” è necessario concentrarsi sulla selezione della classe dirigente

Opinioni

La selezione dovrebbe servire a far corrispondere gli obiettivi riformisti del Pd con le competenze della sua classe dirigente

A partire dall’incontro di Milano con Barack Obama si è parlato di “Quarta via”, con riferimenti come Macron, il canadese Trudeau e lo stesso Renzi. Il primo messaggio lanciato è stato quello di cercare personale politico “fuori dai partiti” e di creare una “rete di giovani”. Più che depotenziare il ruolo dei partiti questo significa concentrarli maggiormente sulla loro funzione di selezione dei rappresentanti politici e istituzionali.

Per il PD questo significa, ad esempio riflettere sul fatto che le primarie, strumento fondativo del Partito, sono sicuramente indicate in occasione della scelta dei candidati per elezioni a cariche istituzionali monocratiche e non solo. Non rappresentano, però, un valore in sé, lo diventano quando aumentano la partecipazione dei cittadini e aiutano a selezionare personale politico di miglior qualità, quindi anche con maggiori competenze.

Nella selezione dei candidati è fondamentale, insieme all’utilizzo delle primarie, quando sono utili, precisare bene alcune raccomandazioni a partire dal fatto che la politica non è un lavoro a tempo indeterminato, ma un servizio che viene offerto alla propria comunità per una parte delle vita.

Non deve contare il numero delle tessere che si controllano, ma la valutazione deve basarsi sulle capacità delle persone, sulle idee e sull’impegno effettivo nel partito e nella società civile. Il male della politica è praticarla come un modo per fare carriera e curare i propri interessi. Iscriversi e partecipare al Partito Democratico significa altro: appartenere a una comunità che unisce, valorizza e responsabilizza gli individui, significa migliorare il nostro modo di essere cittadini.

In una selezione prima di tutto si analizza il ruolo da ricoprire e le competenze necessarie per svolgerlo, successivamente si attiva un processo di reclutamento, individuando i candidati idonei, valutandoli e scegliendo quelli più adatti a partecipare alla competizione.

Le competenze politiche sono fatte di conoscenze che si acquisiscono studiando diritto, politica ed economia, ma anche di capacità che si formano facendo esperienze concrete di amministrazione e di partito e, sopratutto, di qualità personali che danno coerenza alle azioni politiche.

Ci può aiutare a spiegare meglio Max Weber. Per Weber la politica non è soltanto «lotta» per il potere, è anche il terreno sul quale si affermano i valori più alti e i veri uomini politici sono mossi da una “causa” che seguono per una “vocazione” (Beruf) che sentono interiormente. Sono uomini politici che si elevano al di sopra della quotidianità e che devono avere tre qualità decisive: “passione”, “senso di responsabilità” e “lungimiranza”. La passione va intesa come dedizione a una causa, è il motore che spinge avanti verso un orizzonte che deve essere raggiunto, è l’energia che muove il politico. Il senso di responsabilità è la capacità di portare avanti fino in fondo i propri impegni, è una forma di coerenza completa che può essere rivolta ai propri principi come alle conseguenze delle proprie azioni. Nel senso di responsabilità è presente quella coerenza che ci rende credibili agli altri, che rappresenta la forza dell’esempio, la dimostrazione che crediamo nella nostra causa. La lungimiranza è l’atteggiamento che ci permette di affrontare la realtà con calma e raccoglimento interiore, di realizzare il necessario «distacco» dalle cose e dagli uomini: la qualità che ci permette di vedere gli eventi da lontano.

Per avere rappresentanti istituzionali e politici in grado di portare avanti le sfide riformiste del PD, la selezione delle candidature deve considerare, oltre alla capacità di creare consenso, anche i requisiti di conoscenza legati all’incarico che si andrà a ricoprire, le capacità operative e le qualità personali.

La selezione dovrebbe servire proprio a questo: far corrispondere gli obiettivi riformisti del PD con le competenze della sua classe dirigente.

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