Per una vocazione maggioritaria e plurale

Opinioni

Soltanto se il Partito Democratico deciderà di non tradire le ragioni della sua nascita potremo vivere una nuova stagione riformista

Mentre tanti di noi si esercitano in analisi delle ultime elezioni amministrative, rievocano figure mitologiche e prevedono scenari futuri, mi piacerebbe rimettere al centro del dibattito come la vocazione maggioritaria con cui è nato il Partito Democratico debba continuare a guidare il nostro lavoro. Nel momento in cui torniamo a parlare di coalizioni di governo e di un programma condiviso con le altre forze politiche abbiamo tradito le necessità che resero urgenti la costituzione del Pd. Chi si è dovuto confrontare durante i propri studi accademici con Sartori ha imparato come i concetti possono essere intesi come delle scatole e su questo spesso ci affanniamo a voler trovare a tutti i costi dei concetti. Tuttavia, un concetto va riempito con dei contenuti altrimenti si corre il rischio di analizzare una scatola vuota.

Partendo da questo spunto negli ultimi mesi mi sono interrogato sul rapporto tra centro-sinistra ed il Partito Democratico; chi fosse la scatola e chi fosse il contenuto. In questi ultimi giorni molti di noi sono convinti che il centro-sinistra debba essere la scatola che contiene al suo interno il Partito Democratico in un’ideale coalizione di governo in cui il PD ne possa essere il perno naturale. Non è quello di cui i nostri elettori ed il nostro paese hanno bisogno. Abbiamo costituito il Partito Democratico affinché la sua natura plurale potesse essere la casa del centro-sinistra e non viceversa. Ci rendemmo conto che il centro-sinistra, il riformismo e il progressismo fossero dei contenuti all’interno di un concetto, di una scatola, a cui decidemmo di dare il nome di Partito Democratico. E su questo tema che dobbiamo ritrovare la nostra vocazione maggioritaria. Una vocazione maggioritaria, plurale e soprattutto responsabile.

Soltanto se il Partito Democratico deciderà di non tradire le ragioni della sua nascita potremo vivere una nuova stagione riformista. Il Partito Democratico deve avere come obiettivo di creare le condizioni al suo interno affinché ogni elettore del centro-sinistra si possa sentire a casa nei circoli del nostro partito. E’ un obiettivo ambizioso che passa dalla costruzione di un partito unitario, retto da una leadership autorevole e non autoritaria e da una minoranza che animi il dibattito interno piuttosto che quello esterno al partito. Possiamo ripartire subito. Il 30 giugno e il 1 luglio si terrà l’Assemblea dei Circoli PD a Milano, cogliamo l’opportunità di questa due giorni e non rendiamo il viaggio verso Milano l’ennesima occasione persa.

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