Perché Salvini non disdegna il “soccorso nero” di Casapound

Opinioni

Come può un elettore del centrodestra moderato stare con questa Lega?

Matteo Salvini non respinge l’avance di CasaPound. Ieri il leader del partito di estrema destra, Simone Di Stefano, aveva offerto l’appoggio a un eventuale governo guidato dal Carroccio; un sostegno imbarazzante per il centrodestra, vista la richiesta di CasaPound di escludere nomi moderati come Brunetta e Tajani da un eventuale esecutivo.

Ma la deriva della Lega è ormai palese: sta assumendo contorni sovranisti e lepenisti, non condanna tout court fatti come quelli recenti di Macerata e cavalca lo spirito populista presente in Europa. In poche parole una Lega che sta drizzando le sue vele verso una deriva sempre più neofascista. Per questo Salvini non ha rifiutato la proposta di ieri di CasaPound, anzi. “Tutto quello che accade fuori non mi interessa – dice – non vedo l’ora di essere messo alla prova, poi dal 5 marzo incontrerò tutti”. Non rifiutando di fatto il soccorso nero.

La scelta, l’ultima di una serie a trazione estremista, viene messa però in discussione dai dirigenti storici del suo stesso partito, come il governatore uscente della Lombardia, Roberto Maroni, il quale rimprovera le recenti mosse: “La nostra storia non può finire così, questa Lega non è più la mia Lega”. Un Maroni che ha già da qualche tempo bocciato la candidatura di Salvini a premier: a lui – ha detto – preferirebbe di gran lunga Tajani, il nome proposto da Berlusconi.

Il problema nel centrodestra è dunque lampante: come può stare con questa Lega un elettore liberale, un conservatore non estremista né intollerante, un elettore del centrodestra moderato?

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