Il Presidente Fico e i soldi a Casaleggio

Opinioni
Il neopresidente della Camera Roberto Fico

Dal momento che il nostro sincero auspicio è che la nuova Presidenza della Camera riesca effettivamente “a difendere il Parlamento da chi cerca di influenzarne i tempi e le scelte a proprio vantaggio personale”, vogliamo regalare a Roberto Fico un suggerimento…

“Dobbiamo impegnarci a difendere il Parlamento da chi cerca di influenzarne i tempi e le scelte a proprio vantaggio personale… abbiamo provato tante volte la sensazione amara di essere esposti a pressioni esterne inaccettabili”. Parole sante, quelle del nuovo Presidente della Camera dei Deputati. Parole nelle quali si possono riconoscere tutti i parlamentari della Repubblica Italiana, ognuno dei quali “rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato” (come recita l’articolo 67 della nostra Costituzione).

Un impegno non di poco conto, assunto solennemente all’atto dell’insediamento, che vogliamo sperare si concretizzi rapidamente a tutela della dignità della Camera e di tutti i Deputati. Ad esempio rafforzando i criteri di trasparenza nei confronti delle relazioni economiche e professionali che i singoli Deputati intrattengono con realtà esterne all’ambito parlamentare. Perché se non si può certo immaginare che i parlamentari vivano nell’isolamento pneumatico dai mondi associativi, professionali ed economici che compongono la trama della nostra comunità nazionale (e che devono essere costantemente ascoltati proprio per rendere più efficace l’attività legislativa), è fondamentale che sia fatta sempre la massima luce su ogni forma di conflitto di interesse e di connessione non trasparente tra il legislatore e ciò che lo circonda.

Dal momento che il nostro sincero auspicio è che la nuova Presidenza della Camera riesca effettivamente “a difendere il Parlamento da chi cerca di influenzarne i tempi e le scelte a proprio vantaggio personale”, vogliamo regalare a Roberto Fico un suggerimento. All’interno della Camera da lui presieduta, vi sono 226 Deputati della Repubblica che ogni mese sono tenuti a versare 300 euro ad un’associazione privata: non un partito politico, non una fondazione culturale, non un’organizzazione non governativa ma un’associazione che non è tenuta ad alcuna forma di trasparenza. Quei deputati appartengono tutti al Movimento Cinque Stelle, e dunque sono compagni di partito dello stesso Presidente della Camera. E quell’associazione privata si chiama Rousseau ed è guidata e amministrata da un signore che si chiama Davide Casaleggio, il quale non risulta tra i parlamentari dello stesso Movimento né tra coloro che sono stati eletti da un’assemblea politica ad alcun ruolo di coordinamento o direzione politica. In poche parole, ogni mese arriveranno nelle casse (private) di Davide Casaleggio 67.800 euro: che equivalgono a 813.600 euro l’anno e, nel caso in cui la XVIII abbia di fronte a sé cinque anni, a poco più di quattro milioni di euro. Un contributo certamente significativo al “vantaggio personale” di Davide Casaleggio, ottenuto non in virtù di un atto di generosa liberalità di singoli cittadini ma per la forza di un obbligo a cui sono sottoposti tutti i Deputati Cinque Stelle.

Si tratta di un’assoluta novità nella storia della nostra Repubblica, la prima volta che un intero gruppo parlamentare è obbligato a finanziare un’associazione privata che si sottrae a qualunque obbligo di trasparenza. Di fatto, una ferita alla dignità di tutto il Parlamento e un precedente di particolare gravità nella già grave esperienza italiana in tema di conflitti di interessi. Ecco, caro Presidente Fico, se il suo impegno per la difesa della Camera dalle influenze di soggetti esterni ha una qualche fondatezza può cominciare subito dal gruppo parlamentare a cui lei appartiene. Un minuto dopo che sarà interrotto questo legame opaco e umiliante per tutto il Parlamento, allora saremo felici di prenderla sul serio.

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