Primarie per tutti i partiti: diamo parola a chi è senza voce

Opinioni

A chi critica le primarie bisogna dire solo una cosa: fatele anche voi

Immaginate quanto sarebbe bello se tutti i partiti, non solo il Pd, aprissero le porte alla partecipazione con le primarie. L’Italia, forse, potrebbe essere un posto migliore. Perché la politica, senza forse, sarebbe migliore.

Le primarie del Partito democratico sono state una meravigliosa giornata di democrazia. Un abbraccio a chi auspicava il deserto. Sono andate oltre ogni aspettativa, nonostante il ponte del primo maggio e dopo le giornate dei congressi, con il voto degli iscritti, quando la sfida sembrava avere un esito già scritto. Adesso il compito di chi ha perso è sostenere chi ha vinto e chi ha vinto deve avere l’umiltà di coinvolgere tutti, perché non possiamo disperdere una sola persona fra quelle che si sono impegnate. Solo così saremo capaci di tornare anche da coloro i quali si aspettano di più dai democratici.

Le primarie sono il sorriso della democrazia e la festa dei cittadini, ancora più utili in un momento di crisi della politica. Quale altro partito spalanca le porte a migliaia di iscritti e milioni di elettori nelle scelte più importanti? Si può fare di più e meglio. Però, il punto è un altro: c’è chi ci prova e chi nemmeno ci pensa. Noi siamo dalla parte di chi ci prova. A chi le critica bisogna dire solo una cosa: fatele anche voi. Sono capaci di far uscire i partiti dalle segrete stanze e mettersi in discussione con la società alla luce del sole. Solitamente vengono criticate da chi non le conosce, da chi non ha a cuore la democrazia oppure da coloro che le hanno perse.

Quando, invece, bisogna essere consapevoli che dalla democrazia interna e dalla capacità di coinvolgere persone nella vita interna dei partiti passerà un pezzo importante di credibilità dell’intero sistema politico. Ridurre le distanze tra politica e società, tra il dire e il fare: il protagonismo dei cittadini nelle scelte, una testa un voto, sono l’unica vera medicina per cambiare in meglio i partiti. Più c’è partecipazione e tanto più crescerà anche la qualità delle istituzioni, perché una buona classe dirigente nasce laddove c’è ascolto, confronto e incontro.

Partecipazione e democrazia sono motivo di orgoglio per il Pd, ma da domani devono diventare sempre più un tratto distintivo dell’intera politica italiana. Per prendersi cura dell’Italia bisogna difenderla dal populismo e dall’intolleranza con il valori della Resistenza: libertà, uguaglianza e solidarietà. Quel luogo dove è germogliata la democrazia. Viviamo tempi diversi, ma conserviamo lo spirito di chi è stato capace di sacrificare anche la propria vita per garantire a un’altra persona che la pensa diversamente di avere libertà di parola. Dobbiamo ricostruire i partiti, altrimenti la democrazia sarà sempre più fragile. C’è anche troppa diffidenza attorno alla politica che goccia dopo goccia erode anche le istituzioni e il nostro stare insieme. Ogni muro deve essere una buona occasione per aprire una finestra.

Per questa ragione prima ancora di analisi del voto il Pd dovrebbe lanciare una sfida: istituzionalizziamo le primarie per legge, per tutti. Fino a quel giorno per chi vuole uscire alla luce del sole anziché decidere al buio, siamo disponibili a darvi una mano persino nell’organizzazione. Serve la passione in carne e ossa di volontari, non anonimi dietro una tastiera.  Per migliorare l’Italia dobbiamo sentire la responsabilità di dare il diritto di esprimersi anche a chi non crede nel Pd e magari vuole farlo altrove. Essere democratici oggi significa dare parola a chi è senza voce.

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