Fondamentale sanare il conflitto generazionale

Opinioni

Nel programma del Pd non c’è un capitolo a parte per i giovani, ma le proposte sono inserite nella cornice degli altri temi. Una scelta che conferma che non siamo considerati una categoria separata e che la collaborazione tra generazioni è primaria

Da più di una settimana è uscito il programma del Partito democratico. Essendo una giovane militante di questa comunità, come prima cosa ho cercato di individuare le proposte che parlavano della nostra generazione. Scorrendo rapidamente le aree tematiche sullo schermo del pc non ne trovavo una dedicata ai giovani, così sono tornata alla prima pagina e con calma ho cominciato a leggere dall’inizio. Ho scoperto con piacere che tutte le proposte per la mia generazione non solo non mancavano affatto ma erano inserite nella cornice degli altri temi. La scelta di non separare una parte del programma dedicata ai giovani, anche se a prima vista può sembrare una semplice scelta stilistica, significa in realtà, per un giovane che legge il nostro programma, molto di più. Da un lato vuol dire che non siamo considerati una categoria separata, dall’altro che una collaborazione un incontro generazionale è esigenza primaria del nostro Partito e del nostro Paese.

Nel Partito questo processo di confronto è iniziato già da diversi mesi, come membro di Direzione nazionale tra i 20 millennials, sono testimone dei tanti momenti di dibattito e discussione che ci sono stati tra di noi e gli altri membri. Di questo ringrazio in particolare Elena Bonetti che, per conto di tutta la Segreteria nazionale, con passione e dedizione ci ha fatti sentire una risorsa dedicandoci tempo, energie e promuovendo occasioni di condivisione come l’incontro di sabato scorso a Milano durante il quale lei e Tommaso Nannicini, a cui estendo i ringraziamenti, si sono presi una mattinata per ascoltare osservazioni e domande dei circa sessanta ragazzi presenti in sala.

Per quanto riguarda il Paese invece molte delle riforme e delle leggi di questo governo avevano come ratio quella di accorciare le distanze, sanare il conflitto generazionale del nostro paese. La cerniera ancora non si è chiusa ma le proposte in campo per continuare sulla strada iniziata insieme sono tante: potenziare gli ITS perchè raggiungano 100.000 studenti, l’assegno alle famiglie con figli, l’assunzione di 10.000 ricercatori, il turn over nella P.A. e tanto altro.

C’è ancora molto lavoro da fare per coinvolgere i giovani italiani a credere in queste proposte e mettersi in gioco insieme a noi per realizzarle. Noi giovani del Pd siamo già in prima linea, siamo fieri di esserlo e abbiamo voglia di metterci in gioco nel Parito e fuori per dare una mano a convincere i nostri coetanei a seguirci in questo percorso di crescita che vogliamo sia comune e che crediamo sia l’unico possibile per un’Italia e un’Europa a misura delle aspirazioni e dei desideri di tutti.

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