Quando “l’amore per la Costituzione” fa perdere la testa

Opinioni

Una riflessione indirizzata a Felice Besostri, l’avvocato che coordina i 22 ricorsi contro l’Italicum

Leggo su Repubblica.it che l’avvocato Felice Besostri che coordina i 22 ricorsi contro il sistema per la sola Camera voluto dal governo – autoproclamatosi “affossatore di leggi elettorali per amore della Costituzione” – sostiene che “la nostra richiesta nuova e forte è che la Consulta domani proclami l’autorimessione dell’Italicum, ossia la dichiarazione di incostituzionalità completa (…). Se non potrà essere dichiarata l’incostituzionalità completa della legge, che almeno sia notificato come incostituzionale il premio di maggioranza, sia al primo che al secondo turno”. Come andrà, io non so dire. Tuttavia, prescindendo per un attimo dalle conseguenze politico-sistemiche della sentenza della Corte Costituzionale sull’Italicum, a proposito di premio e ballottaggio faccio notare all’innamorato affossatore che:

–          nella sentenza 1/2014 relativa al cosiddetto “Porcellum” il premio di maggioranza previsto per la Camera (340 seggi) venne dichiarato costituzionalmente illegittimo poiché, “non subordinando l’attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti e, quindi, trasformando una maggioranza relativa di voti (potenzialmente anche molto modesta) in una maggioranza assoluta di seggi” si sarebbe determinata “una oggettiva e grave alterazione della rappresentanza democratica”. Sorvolando sulla grave ed oggettiva alterazione della rappresentanza democratica (su questo punto chi scrive ci ha fatto una tesi di laurea magistrale), Besostri vorrebbe veder dichiarato incostituzionale un premio di maggioranza che prevede una soglia del 40% dei voti validi per la sua assegnazione. Esattamente ciò che la Corte Costituzionale ha posto 3 anni fa come discrimine tra un premio di maggioranza costituzionale ed uno incostituzionale;

–          si può discutere cent’anni sulla natura delle preferenze espresse dagli elettori durante un secondo turno di votazione che si configuri come un ballottaggio a due. Ma – vorrei chiedere a Besostri – è corretto confrontare i voti presi al primo turno con i seggi ottenuti al secondo? Forse che le preferenze espresse dagli elettori al secondo turno non contano? Sarebbe un’argomentazione piuttosto discutibile, con conseguenze piuttosto discutibili.

Lo stesso Besostri aveva inoltre affermato che “la Corte avrebbe bisogno di altro tempo per esaminare la questione di incostituzionalità dell’intera legge per essere stata approvata con un determinante voto di fiducia su 3 articoli alla Camera dei Deputati”. Tesi davvero curiosa, perché non mi pare di scorgere la legge elettorale tra le materie per le quali i regolamenti parlamentari impediscono il ricorso al voto di fiducia.

Insomma, la Corte Costituzionale potrebbe e potrà bocciare il ballottaggio, soprattutto considerando l’asimmetria tra le leggi di Camera e Senato, venutasi a creare dopo la bocciatura della riforma che privava quest’ultimo del legame fiduciario con il governo. Per il resto però, un po’ più di ragionevolezza nell’esprimere le proprie opinioni non guasterebbe. Ma si sa, l’amore fa perdere la testa…

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