Quei figli di Mignogna

Opinioni

Grillini e leghisti uniti nella lotta con la mondezza informativa

Dunque, grazie a David Puente – ex dipendente della Casaleggio Associati (il Cremlino del Movimento Cinque Stelle) – si scopre che la persona che gestisce la connection di siti di propaganda  filo leghista e filo grillina ha un nome e cognome: si chiama Marco Mignogna, un super-smanettone che riesce a raggiungere sui social centinaia di migliaia di persone.

Repubblica oggi dà notizia che questo Mignogna gestisce da solo 19 siti e si autodefinisce “trumperizzato fino al midollo”, qualunque cosa ciò voglia dire. Pare sia una specie di leghista del sud (è di Afragola, Napoli) però è anche simpatizzante del M5s. “Il network di Mignogna è un grande calderone di notizie recuperate sul web – scrivono Brunelli e Toniutti sul giornale di Calabresi – sono siti che lavorano molto sul clickbait, ovvero l’invenzione di titoli acciappaclic”.

Non sempre sono esattamente fake news ma come minimo ci vanno vicino. Il confine è labile. La titolazione inganna.  Esempio: “Ratzinger fu costretto a dimettersi perché era contro l’islamizzazione”: si fa leggere, come si dice in gergo. Anche se a una persona normale basta un secondo per capire che è una fesseria. Ma il clic lo fa. E con esso i soldi che il clic si porta appresso.

Dentro questa mondezza informativa grillini e salviniani uniti nella lotta ci sguazzano, quei figli di Mignogna.

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