Quella statua rovesciata, un monito per continuare a coltivare la memoria

Opinioni

Daniela Lo Verde e i suoi docenti, come altri dirigenti e altri docenti che operano in quei luoghi, lo sanno, la cosa importante è esserci, tutti i giorni e tutto il giorno. Chiedono di essere messi nelle condizioni migliori per lavorare tutto il giorno, tutti i giorni. Nelle condizioni migliori

È stata danneggiata la statua di Giovanni Falcone che si trova davanti all’istituto comprensivo Giovanni Falcone a Palermo, nel quartiere dello Zen. Alla statua è stata staccata la testa e un pezzo del busto è stato usato poi come ariete contro il muro dell’istituto scolastico.” Questa la dura cronaca. Avrete letto tutti le reazioni e le dichiarazioni. Quelle accorate della preside Daniela Lo Verde, alla quale deve andare il nostro abbraccio e la nostra vicinanza, quelle delle cariche dello Stato, quelle dei comuni cittadini.

Tanti punti di vista, tanti punti interrogativi, quella scuola è stata oggetto altre volte, anni fa, di atti vandalici, come molte scuole di quartieri a rischio di Palermo, ma da qualche anno la situazione era migliorata. È una scuola molto presente e, come tutte le scuole di luoghi difficili, opera bene e opera potentemente per lo Stato, cioè noi, nei luoghi dell’antistato. Generalmente vince. E se in quei luoghi vinci arriva l’attacco. Non solo da non meglio precisate “forze mafiose”, ma più semplicemente da figli della cultura mafiosa che noi, Stato, strappiamo anno dopo anno da quel mondo. Con la scuola, con le associazioni, con i volontari. A volte ce la facciamo, a volte no. In quel “a volte no” deve inserirsi la nostra attenzione. Perché ci sono le altre variabili esterne alla scuola, che poi variabili non sono se non vi si agisce in modo strutturale, eliminando le condizioni ghettizzanti che le determinano. Bene dunque gli investimenti nelle periferie se mirano a questo: welfare efficace, progetti di qualificazione sia dei luoghi che del capitale umano, presenza più assidua degli enti locali e delle forze dell’ordine.

Non voglio essere ottimista, ma nemmeno pessimista, riguardo le possibilità di successo, entrambi gli atteggiamenti allontanano dalle azioni efficaci, voglio essere realista. Col sorriso volenteroso che si destina nelle classi a quei ragazzi e quelle ragazze. Daniela Lo Verde e i suoi docenti, come altri dirigenti e altri docenti che operano in quei luoghi, lo sanno, la cosa importante è esserci, tutti i giorni e tutto il giorno. Chiedono di essere messi nelle condizioni migliori per lavorare tutto il giorno, tutti i giorni. Nelle condizioni migliori. Dentro e fuori quelle scuole. Non bastano i convegni per celebrare don Milani o padre Puglisi, serve di più ascoltarli e fare. Se vogliamo vincere, la via è esserci sempre ed esserci bene, col nostro sorriso presente e volenteroso, sì, per farlo, servono provvedimenti strutturali e non temporanei o frammentati, risorse, programmi a lungo termine e competenze perché l’antistato vince quando lo Stato c’è poco o male.

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