La ricchezza dell’alleanza di centrosinistra è nel contributo di idee

Opinioni

La società è pronta per una diversa regolamentazione del “fine vita”

Rispetto ai classici proviamo, insieme, un senso di prossimità e di distanza. Di distanza in quanto fatti e situazioni mutano incessantemente, oggi più di ieri; di prossimità in quanto essi hanno sempre qualcosa da dirci o da chiederci. Così è per il cosiddetto teorema del filosofo e giurista Ernst-Wolfgang Böckenförde, formulato nel lontano 1964: “Lo Stato liberale secolarizzato vive di presupposti che non può garantire”.

Da un lato “esso può esistere come Stato liberale solo se la libertà, che garantisce ai suoi cittadini, si regola dall’interno, cioè a partire dalla sostanza morale del singolo e dall’omogeneità della società”. Dall’altro “se lo Stato cerca di garantire da sé queste forze regolatrici interne, cioè coi mezzi della coercizione giuridica e del comando autoritativo, rinuncia alla propria liberalità e ricade – su un piano secolarizzato – in quella stessa istanza di totalità da cui si era tolto con le guerre civili confessionali”. Ecco la sfida, sempre attuale.

Come rispondervi? Il suggerimento dell’autore è forse in parte superato, a motivo del gran numero di cittadini che non si riconoscono nella religione cristiana. Egli infatti fa appello agli “impulsi” e alle “forze vincolanti” che la fede trasmette loro,
“nel senso che i cristiani comprendano questo Stato, nella sua laicità, (…) come l’opportunità della libertà, che è anche loro compito preservare e realizzare”.

Il discorso, oggi, andrebbe esteso ai non credenti e a coloro che si riconoscono in altre religioni. E qui può aiutarci il ragionamento di un altro pensatore, Jürgen Habermas. Egli infatti nota che del fondamento teologico della categoria del “politico” resta una
lontana eco nell’attiva presenza, nella sfera pubblica (distinta da quella delle istituzioni), delle varie comunità di fede (al plurale), accanto ai non credenti.

Così l’appello del segretario del Psi Riccardo Nencini per una rapida approvazione della legge sul Testamento biologico si nutre proprio di questo mutato scenario: non solo non vi è più uno Stato confessionale o “cristiano”, ma il dibattito su temi del genere
si è spostato nella società. E la società è pronta per una diversa regolamentazione del “fine vita”. Del carattere odierno della realtà sociale, poi, tiene conto un’altra legge, quella sullo ius soli, che pure andrebbe approvata al più presto.

Di quali altri presupposti ha cercato di giovarsi lo Stato secolarizzato? Proprio Böckenförde ne indica uno: “la realizzazione dell’utopia sociale”; chiedendosi subito dopo: “Su che cosa si appoggerebbe, questo Stato, il giorno in cui andasse in crisi”
quell’utopia sociale? E lo Stato sociale è andato effettivamente in crisi.

In Italia e altrove, poi, lo Stato si è a lungo basato sui partiti. Essi, è ovvio, sono (stati) fondamentali per la democrazia, ma in realtà come la nostra hanno occupato spazi di potere impropri. Da qui la denuncia e le lotte dei radicali contro la partitocrazia (così forte e tenace che oggi talora si parla di partitocrazia senza partiti), proprio in nome dello Stato liberale.

Come risulta evidente, dunque, la ricchezza dell’alleanza di centrosinistra non dipende solo dalle “truppe” di cui ciascuno dispone, bensì, soprattutto, dal contributo di idee.

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