I rapporti sbagliati nella Roma umida di Annalisa De Simone

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“Le mie ragioni te le ho dette” (Marsilio), storia misteriosa e borghese

Può un romanzo racchiudere una sensazione climatica? Non solo nel senso che l’azione si svolge in un certo contesto: ne “Lo Straniero” fa caldo, in “Arcipelago Gulag” si muore di freddo. Questo è ovvio. Ma un buon romanzo può andare oltre, esprimere fra le sue pagine il senso di un clima. Questo “Le mie ragioni te le ho dette” di Annalisa De Simone (Marsilio) – giovane scrittrice di sicuro talento – è un romanzo “umido”. Che cosa vogliamo dire? E’ umida la Roma autunnale, il suo Tevere, i suoi luoghi appartati, sono “umidi” i rapporti d’amore consumati di corsa, è “umido” lo stato d’animo di tutti i personaggi, ognuno alla ricerca di quello che potrebbe essere e non è. Umido, anche nel senso di scivoloso, viscido: come i rapporti fra i personaggi del romanzo, e non sempre, non solo, per colpa loro. Ma niente trama, in questa recensione – va scoperta pagina dopo pagina – ma va detto che ci troviamo davanti a una storia dal nervoso incedere, non priva di un alone misterioso, così come volutamente sfuggenti sembrano i tratti dei singoli personaggi che si stagliano con un certo pallore sullo sfondo grigiastro e borghese della Roma di oggi.

Annalisa De Simone pertanto fa un passo avanti rispetto al precedente “Non adesso, per favore” (anch’esso Marsilio) che era molto piaciuto fino a sfiorare l’ingresso nella finale dello Strega, romanzo inquietante ma come ancora di formazione, con la “lei” protagonista assoluta, alter ego dell’autrice. Questa volta invece siamo dinanzi a un grande pasticcio familiare-amoroso-personale, a un intrigo originale eppure “classico” nella sua tragicità – e che due personaggi siano rispettivamente  regista e attrice della sofoclea “Antigone” è evidentemente la più manifesta allusione alla piccola-grande tragedia di questi borghesi romani.

Insistiamo su questa faccenda della borghesia di Roma perché in questo romanzo ci è parso di avvertire qui e là qualche eco del Moravia prima maniera – quello delle “Ambizioni sbagliate” o dell’ “Amore coniugale” – ché anch’egli, soprattutto attraverso la lente della sessualità, scandagliava le pochezze dei borghesi del suo tempo, proprio come fa la De Simone con la borghesia di tanti decenni più tardi.

Il “pasticciaccio” di questo romanzo costringe i personaggi a impersonare ruoli non adatti per nessuno di essi, proprio come in una pièce mal riuscita, né alla fine sapremo bene se i tasselli del mosaico umano di questa commedia umana torneranno al loro posto. E’ la sensibilità del lettore a doversi incuneare nel pertugio che la storia porta con sé.

Scrittrice già matura, Annalisa De Simone entra di diritto nella grande famiglia di scrittrici italiani contemporanee che stanno dando soddisfazioni ai lettori di romanzi. “Le mie ragioni te le ho dette” figurerà bene nei loro scaffali.

 

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