Da problema nazionale a risorsa

Sanità

L’uscita dal commissariamento è una bella notizia per i cittadini che in questi anni hanno subito gli effetti di un sistema della salute fragile e diseguale e una vittoria dei lavoratori della sanità che hanno continuato ad assicurare un servizio essenziale in condizioni spesso proibitive

Non è vero che non si può cambiare. E non è vero che cambiare significa solo distruggere.

L’uscita del Lazio dal commissariamento della sanità è una bella notizia per i tutti cittadini, soprattutto per le tantissime persone che in questi 10 anni hanno subito gli effetti di un sistema della salute fragile e diseguale. È una vittoria dei lavoratori della sanità pubblica e privata, che hanno continuato ad assicurare un servizio essenziale ai cittadini in condizioni spesso proibitive. Ed è una notizia importante per il Paese, perché la sanità del Lazio da problema nazionale diventa una risorsa.

Ora può iniziare davvero una fase nuova. Anche perché il risultato dell’uscita dal commissariamento deciso dal Consiglio dei ministri è la conferma autorevole del buon lavoro che abbiamo svolto in questi anni.

C’è un sistema che finalmente, dopo anni, è più forte in tutti i fondamentali. Gli esiti del tavolo di monitoraggio del piano di rientro, in questi anni di governo, sono sempre stati positivi. I Livelli Essenziali di Assistenza sono andati migliorando di anno in anno, passando da un livello di inadeguatezza nel 2013 all’attuale piena sufficienza.

Gli esiti delle cure, nelle principali voci che riguardano la salute delle persone, sono tutti positivi: curiamo più velocemente gli anziani che si rompono un femore; siamo più tempestivi nei casi d’infarto; facciamo più mammografie e, quindi, riusciamo a curare prima e meglio i tumori…

Abbiamo sbloccato dopo 10 anni gli investimenti sul personale: 3.500 lavoratori assunti in tre anni fino al 2018. Sono ripartiti gli investimenti anche in edilizia sanitaria: oltre 700 milioni di euro per rendere più moderni, sicuri ed efficienti i nostri ospedali. All’aumento di qualità delle cure ha corrisposto anche un progressivo e netto miglioramento dei conti. Oggi il Lazio non produce più neanche un centesimo di disavanzo.

Ciò non significa che siamo arrivati al traguardo. Il ritorno alla gestione ordinaria del sistema della salute era un obiettivo, e l’abbiamo raggiunto. Ma questo risultato ci obbliga a darci nuovi obiettivi e ad aggredire con ancora maggior forza i nodi che restano da sciogliere. A partire dalle liste d’attesa. Oggi la nostra sanità è più accogliente e più vicina ai cittadini di ieri. Continuando sulla strada del rigore e della concretezza, dobbiamo riuscire a garantire sempre più e sempre meglio un diritto costituzionale inviolabile come quello alla salute.

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