Il riformismo che serve all’Italia

Politica

Il 2 e 3 Dicembre ad Orvieto il convegno organizzato da ‘Libertà Eguale’

L’incontro di Orvieto a cui Libertà Eguale si presenta avendo appena compiuto diciotto anni è segnato da tre aspetti intrecciati, a cui saranno dedicate altrettante sessioni di lavoro.

La prima è il superamento degli attuali assetti dell’Unione europea che in seguito all’allargamento e alla crisi economica si sono avvitati in una logica intergovernativa incapace di distinguere l’area che desidera un’effettiva integrazione politica da quella che invece immagina solo un’area di libero scambio. È l’agenda che sul piano politico è stata segnata dal discorso di Macron alla Sorbona e che attende la difficile composizione della coalizione di Governo in Germania. Difficile, ma comunque ora potenzialmente positiva, almeno su questo terreno, con l’uscita dei Liberali euroscettici e il ritorno dei socialdemocratici. Il 2018 è l’anno decisivo e questo sarà un discrimine per tutte le alleanze di governo, in Italia e altrove. Con un centro-destra lacerato, dove si parla tuttora di doppia moneta o di smantellamento della riforma delle pensioni, e una sinistra conservatrice reticente sul punto, che non sembra aver riflettuto a sufficienza sulla svolta di Tsipras. La conclusione di Renzi alla Leopolda, che segue all’incontro strategico con Macron, dimostra invece la precisa caratterizzazione del centrosinistra di governo.

La seconda è la ripresa del dibattito sulle istituzioni a un anno esatto del 4 dicembre. È comprensibile che il trauma abbia gelato la riflessione del tema. Tuttavia è evidente che non si può solo adottare una linea volontaristica, puntando al difficile obiettivo del 40% in entrambe le Camere, come se ciò potesse bastare ad assicurare un Governo efficace di legislatura. È ovvio che non si possano riproporre pedissequamente la proposte bocciate dal corpo elettorale. Ma è altrettanto evidente, se abbiamo creduto nel merito di quella battaglia, che vadano trovate soluzioni almeno altrettanto efficaci ai problemi che restano. Ben venga la nuova legge elettorale che ha ridotto alcuni danni del Consultellum e ben venga, se ci riesce, anche la riforma del regolamento del Senato con la coincidenza tra liste e gruppi. Tuttavia in un panorama frammentato occorre porsi seriamente l’obiettivo di raccogliere i necessari consensi parlamentari e popolari per l’unica soluzione sperimentata che consente una continuità di azione per l’intera legislatura, il sistema francese, con l’elezione popolare diretta del presidente che precede di poco l’elezione parlamentare con analogo sistema a doppio turno. Con questa forza istituzionale del sistema nazionale sarà allora possibile gestire in modo ordinato ed equilibrato la sfida del regionalismo differenziato posta da Veneto, Lombardia ed Emilia. Altrimenti si siederebbero al tavolo governi regionali forti e un Governo nazionale debole: una premessa del tutto negativa per gli sviluppi successivi.

La terza è il bilancio delle riforme effettuate dal Governo. La sinistra conservatrice (perché tale va tecnicamente definita) confonde i princìpi con gli strumenti. Pensa che gli strumenti di un’altra fase storica facciano corpo coi princìpi, mentre invece è proprio la fedeltà ai principi, l’intento di perseguire libertà ed eguaglianza, che porta a mettere in discussione gli strumenti, che sono storicamente condizionati e limitati. Compreso questo e evidenziato ad esempio paradigmatico che il diritto al lavoro consiste nella capacità di aiutare la persona nei cambiamenti del mercato del lavoro e nelle inevitabili transizioni e non più nel volerla incollare al medesimo posto, tutto può essere affinato. Le singole norme non sono un totem, ferma restando la direzione aggiornata di fedeltà ai princìpi.

Con questo sguardo lungo che Libertà Eguale propone ai riformisti di centrosinistra anche da Orvieto, da tanti apporti diversi per matrici originarie e per ruoli e competenze, possono nascere proposte utili per il difficile passaggio elettorale ormai imminente.

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