Rottura Fi-Lega: oggi in Sicilia, domani in Italia

Opinioni

Fi e Ln hanno stipulato un matrimonio d’interesse. Ma, fatto questo, insieme non possono fare altro

La guerra di Sicilia tra Fi e Lega è un assaggio di cosa potrebbero produrre a livello nazionale: paralisi e instabilità. Come nel 2001-2006, quando il deficit superò sempre il 3% del pil e venne dilapidato l’avanzo primario lasciato dai governi dell’Ulivo, cosicché l’arrivo della grande recessione ci trovò senza munizioni.

Come nel 2008-2011, quando vennero distrutti un milione di posti di lavoro, lo spread salì alle stelle e per poco il Paese non finì nel baratro. Salvini disprezza l’elettorato moderato e vuole una coalizione a trazione estremista-lepenista: legge i sondaggi che lo danno alla pari con Forza Italia e rifiuta di ripercorrere le orme di Bossi che dal 2001 in poi s’inchinò su quasi tutto a un alleato molto più forte di lui (2001 Lega 3,9% e Fi il 29,4%; 2006 Lega 4,6% e Fi 23,7%; 2008 Ln 8,3% e Pdl 37,4%; 2013 Ln 4,1% e Pdl 21,6%).

Fi e Ln hanno stipulato un matrimonio d’interesse. Ma, fatto questo, insieme non possono fare altro. Se non arrecare guai all’economia e al Paese.

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