La deriva neofascista della Lega di Salvini

Opinioni

L’ambigua reazione del capo leghista dopo Macerata

Fascisti, i leghisti? Macché, non diciamo sciocchezze. Tantissimi elettori della Lega sono cittadini democratici, magari destrorsi, ma certo non violenti. Magari la fanno breve sull’immigrazione, sui meridionali, sulle tasse, sul presunto diritto a farsi giustizia da soli: ma non desiderano il ritorno alla dittatura. E però…

Non è più la Lega di Bossi

E però questa non è più la Lega anti-Roma del pratone di Pontida con l’Umberto Bossi tonitruante ma tutto sommato inoffensivo. Questa è la Lega sovranista e lepenista di Matteo Salvini che di fronte ai fatti di Macerata condanna e non condanna – sì, questo deve andare in galera ma il fattaccio è la conseguenza della politica sull’immigrazione – un po’ come quelli che all’epoca non stavano né con lo Stato né con le BR. Un’ambiguità inaccettabile in un leader politico che in un momento di delirio Berlusconi ha indicato come perfetto ministro dell’Interno. Vengono i brividi solo a pensarci.

Come mai Luca Traini era stato candidato leghista?

E domandiamoci come mai uno squilibrato fascista come l’uomo di Macerata, questo Luca Traini con mezza svastica in fronte, l’anno scorso avesse scelto proprio la Lega come partito in cui candidarsi e come mai i leghisti locali nulla obiettassero – eppure era noto per le sue follie razziste e violente.

L’analisi porta a dire che Salvini, per sua convinzione e soprattutto per una supposta convenienza elettorale, ha indossato i panni del “fascista contemporaneo”, niente violenza fisica, nulla dell’armamentario del Ventennio e neppure del Msi: piuttosto un lepenista all’italiana, sovranista, nazionalista e dunque inevitabilmente razzista. Non a caso Marine Le Pen e Orban sono i suoi riferimenti europei e lui per loro il riferimento italiano.

Cavalca così un maledetto spirito del tempo che aleggia sull’Europa, il provincialissimo Salvini. Spostando sempre più a destra il profilo della Lega e drizzando le sue vele verso una deriva neofascista. 

Purtoppo, almeno fino agli spari di Macerata, era riuscito a conquistare l’egemonia sul centrodestra, questa alleanza che è solo un imbroglio pericoloso per il Paese.

Dopo Macerata cambia qualcosa nella campagna elettorale?

C ‘è da sperare che il clima si raffreddi immediatamente. Qui non si tratta di strumentalizzare o non strumentalizzare.

Qui si tratta di vedere se, vista la vergognosa reazione del capo leghista, ogni forza democratica farà ogni sforzo per isolare i fanatici razzisti, oltranzisti, fascisti. Perché questa è la  precondizione per ritornare alla normalità democratica.

Il problema è tutto del centrodestra. Mettiamoci nei panni di un elettore berlusconiano, critico verso l’Europa ma pur sempre legato all’idea che senza non si va da nessuna parte, un elettore liberale, conservatore ma nemico dell’intolleranza: bene, come fa a stare con questa Lega?

Ci pensino gli alleati di Salvini, soprattutto ci pensi Silvio Berlusconi. Prima di risentire – Dio non voglia – altri spari, in questa campagna elettorale che vede troppi apprendisti stregoni occupare la scena.

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