Se avete delle figlie date retta ai dottori, non a Report: fatele vaccinare

Opinioni

Qualche buonissima ragione non teorica per pensare che Report ieri abbia fatto un pessimo servizio pubblico

Chi mi conosce sa che quando si tratta di salute a me non piace per niente raccontare gli affari miei. Un po’ perché quando sei un “personaggio pubblico”, mostrarti vulnerabile è sconsigliato. E un po’ perché io, di mio, mi sono sempre sentita la controfigura di Wonder Woman e mi piace restare nel ruolo.

Stamattina, però, ho visto il servizio andato in onda ieri sera su Report a proposito del vaccino contro l’HPV. Me lo avevano segnalato in molti, indignati, e ho deciso di guardarlo. Un attacco, senza contraddittorio, ai medici e alle case farmaceutiche che pur di fare soldi somministrerebbero vaccini che, secondo la testimonianza di alcuni pazienti (non corroborata da alcuna prova scientifica), causerebbero reazioni avverse. Guardando quel servizio un genitore può facilmente pensare che è meglio evitare di vaccinare le proprie figlie. Io, invece, ho qualche buonissima ragione non teorica per pensare che Report ieri abbia fatto un pessimo servizio pubblico.

Ho avuto anche io – come migliaia di donne – l’HPV.

Era la mia prima visita ginecologica e tremavo, come capita a tante ragazzine: il dottore, con grande professionalità, mi dice che secondo lui è il caso di fare un Pap test, anche se alla mia età non era ancora obbligatorio (magari era pure lui un “servo del sistema”, che voleva far arricchire chi produce questi test). Un po’ spaventata, senza avere la minima idea di cosa fosse un Pap test, su consiglio di mia madre faccio quel che dice: perché coi dottori si fa così, ci si fida.

Qualche tempo dopo arriva, insieme ai risultati, la sua telefonata. Dobbiamo ripetere il test, per sicurezza, perché sembra positivo. Non cambia niente: stesso risultato. A questo punto mi metto a cercare compulsivamente su google “papilloma virus”: trovo molte pagine che parlano di tumore al collo dell’utero e mi rendo conto di avere paura. Parecchia paura. Per una volta la ricerca su google aveva ragione: il papilloma virus causa il tumore al collo dell’utero.

Torno in ospedale per un esame più approfondito che si chiama colposcopia (altra parola mai sentita fino ad allora), dal quale emerge che il virus in effetti c’è. Ho ancora più paura perché stavolta il dottore parla apertamente del collegamento tra quel virus e il tumore. Bisogna fare la biopsia. Finalmente un termine che conosco. Finalmente, insomma…

Tutto questo e quel che ne è seguito – compresa quell’assurda sensazione di essere “sporca” e la fatica di spiegare al mio fidanzato, a quell’età, che doveva sottoporsi anche lui a dei controlli – si poteva evitare facilmente. Solo che quando ero piccola io non lo facevano il vaccino contro il papilloma virus.

Se avete delle figlie date retta ai dottori, non a Report, e fatele vaccinare. Sono convinta che vi ringrazieranno.

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