Se neanche la morte è uguale per tutti

Opinioni

Ieri Davide ha deciso di fare il suicidio assistito in Svizzera: per farla finita con le sue sofferenze e per riconquistare la sua libertà.

E dunque anche Davide Trentini se n’è andato, accompagnato nel suo ultimo viaggio in Svizzera da Mina Welby. Bisogna dirlo con forza perché quest’aspetto non è mai sottolineato: sono i soldi, sempre i soldi che continuano a fare la differenza in questo mondo dove, con falsità e ipocrisia, si fa finta che nulla succeda. Esistono tante persone con deficit fisici che vivono ogni giorno una sofferenza tremenda a causa di dolori lancinanti, dai malati terminali fino ad arrivare agli handicap che costringono a letto nella disperazione dell’immobilità.

Ieri Davide ha deciso di fare il suicidio assistito in Svizzera: per farla finita con le sue sofferenze e per riconquistare la sua libertà. Posso dirvi che la prossima settimana alla Camera ci occuperemo di DAT, acronimo di Dichiarazione Anticipata di Trattamento, qualcosa di molto diverso dall’eutanasia e dal suicidio assistito ma che permette al malato di scegliere se essere curato o meno, nel momento in cui è capace di intendere e volere.

Anche se questo testo legislativo dovesse passare, ritengo siamo ancora molto lontani da un’effettiva libertà di scelta sulla nostra vita, ma sarebbe comunque il primo passo culturale che il Parlamento fa a tutela del paziente e non del medico. Se la legge sul testamento biologico verrà approvata, i “camici bianchi”non la faranno più da padrone ma, nel rispetto dei loro doveri e del loro giuramento, non potranno negare le volontà personali degli uomini e delle donne perché, miei cari, il paziente è una persona, anche se purtroppo in Svizzera ciò è riconosciuto e in Italia no.

È per questo che mi trovo costretta a parlare di soldi: perché chi può esce dal nostro Paese e finisce di soffrire, mentre a chi ha il portafoglio vuoto non resta che pregare e aspettare. Questa disparità, questa diseguaglianza è un vulnus nel nostro ordinamento, che sta a noi politici sanare. Il mio auspicio è che deputati e senatori, al di là del partito d’appartenenza, si rendano conto di questa indispensabile necessità e contribuiscano concretamente a far approvare in tempi rapidi la legge sul testamento biologico. I tanti Davide Trentini e i tanti Dj Fabo presenti in Italia, che non possono permettersi di raggiungere la Svizzera per porre fine alle proprie sofferenze, ce lo chiedono con forza.

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