Il terremoto non c’è

Opinioni

Impasse del centrosinistra, brutto dato della sinistra radicale

Proviamo a commentare il primissimo exit poll, magari domani scopriremo che il mondo è diverso.

Una premessa: questi primi dati non sembrano in grado di determinare un terremoto politico nazionale. Confermano alcune tendenze in atto: la ripresa della destra, la forza di M5S, l’impasse del Pd, la delusione della sinistra radicale. Vediamo.

1) Il centrodestra con Musumeci pare destinato alla vittoria. Un centrodestra che in Sicilia è storicamente forte ma stavolta politicamente più debole di sempre. Il “patto dell’arancino” è una trovata da spin doctor: la destra non esiste, esistono due destre. Può darsi che troveranno la quadra ma sarà una finzione elettoralistica.

2) Il M5s conferma la sua forza. Però è una forza che non vince, e che forse non vuole vincere, memore delle disavventure di Roma e di Torino.

3) Il centrosinistra siciliano sconta tutte le difficoltà che si conoscevano. Micari è stato bravo e ha fatto quello che ha potuto. Ha nettamente distanziato Claudio Fava, la cui performance non sembra travolgente. La sinistra radicale dovrà riflettere su questa sua condizione permanentemente minoritaria che finisce solo con l’avvateggiare le destre.

4) Il Pd è dato, mentre scriviamo, fra il 9 e il 13. Alle ultime regionali in Sicilia aveva preso il 13,5. In mezzo ci sono state la brutta prova del governo Crocetta e la scissione a livello nazionale di Mdp. Vediamo quale sarà la percentuale finale: certo, il risultato non è brillante e non inverte minimamente la tendenza che in Sicilia è negativa. Lorenzo Guerini parla di “sconfitta” con toni molto preoccupati. Si discuterà di certo nei prossimi giorni, al Nazareno. Forse già in settimana si riunirà la Direzione.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli