Risorse concrete, non assistenzialismo

Opinioni

Il Pd è in campo e noi giocheremo fino in fondo questa partita

La sfida più importante in vista delle prossime elezioni politiche avrà come palco centrale il Mezzogiorno. È in questa macroarea da 20 milioni di abitanti che si giocherà l’equilibrio politico ed istituzionale della prossima legislatura. E’ una battaglia complessa e non facile ma va combattuta con determinazione e con la forza delle cose che abbiamo fatto in questi anni. Il 7 agosto 2015 Matteo Renzi, segretario nazionale e premier, in una direzione nazionale del Pd convocata per affrontare la questione Mezzogiorno lanciò l’idea del Masterplan.

Lo fece senza cadere nella retorica lamentosa e senza assecondare quei riflessi condizionati “assistenzialisti” che emergono ogniqualvolta si affronti l’argomento. Da allora sono trascorsi due anni e i risultati sono cambiati. Ce lo hanno detto Istat, Svimez, Confindustria, e questo non può che renderci orgogliosi del lavoro fatto. Di aver investito 95 miliardi di euro fino al prossimo 2022, di aver impiegato le risorse comunitarie senza aver fatto perdere un euro, di aver siglato patti territoriali con le 8 regioni e con le città metropolitane. Di aver messo in moto progetti importanti su Matera 2019, su Bagnoli, sulle infrastrutture, sulla ricerca,sulla capacità di attirare anche investimenti innovativi come ad esempio Apple. Non voglio fare semplicemente un elenco rivendicazionista ma cercare di far emergere un “sentimento” che ha accompagnato questo percorso. E non era così scontato all’inizio della legislatura. Se facciamo mente locale in fondo negli anni precedenti,con i governi Berlusconi-Lega, le risorse del sud venivano usate per pagare le multe delle quote latte o per Alitalia e le conseguenziali procedure d’infrazioni all’Italia.

E’ stata una volontà politica molto precisa che Matteo Renzi si è assunto e continua ad assumersi da segretario e che si è assunto da Premier e che oggi è portata avanti dal Presidente del Consiglio Gentiloni. Lo testimoniano anche i due decreti legge che in questo 2017 hanno concentrato l’attenzione proprio sul Mezzogiorno con inziative importanti. Mi riferisco ad esempio al tema delle zone Zes, tra cui Gioia Tauro e Taranto,nonché tutte le altre, a sostegno delle attività portuali e retro portuali o a “Restoalsud” che incentiva le iniziative imprenditoriali dei giovani. Nessuno trascura la grande emergenza povertà ma anche lì stiamo per rendere operativa una ulteriore misura di contrasto al disagio,senza assecondare chimere, illusorie, come il reddito di cittadinanza e sapendo che la vera misura di contrasto alla povertà è il lavoro i cui dati sono sotto gli occhi di tutti grazie ad atti concreti come la decontribuzione ed il credito d’imposta.

Ma questi risultati che non bastano ancora ci incoraggiano ad andare avanti. La criminalità organizzata resta il male che penalizza e mortifica questo territorio, lo dimostrano anche gli incendi di queste settimane, e noi dobbiamo contrastarlo con forza. Non è un lavoro facile ed è per questo che l’ho chiamata sfida. E in questa sfida noi stiamo riannodando i fili del dialogo con i corpi sociali di questo territorio ma soprattutto con i cittadini perché c’è un dinamismo civico che va valorizzato per rafforzare gli anticorpi democratici del tessuto sociale che altrimenti cadrebbe vittima dei populismi di varia natura,da quelli neoborbonici e antiunitari a quelli sovranisti che cercano il nemico in una guerra tra poveri. Il Sud da questo punto di vista è vera frontiera, una frontiera del Mediterraneo una frontiera di questa Europa che fatica a farsi capire. Il Pd è in campo e noi giocheremo fino in fondo questa partita perché è proprio questa zona del campo che sarà ago della bilancia delle prossime elezioni politiche e quindi del futuro del nostro Paese.

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