Il Pd ha già cancellato le tasse universitarie per le famiglie meno abbienti

Opinioni

La proposta di Grasso sarebbe un regalo ai ricchi e a chi non ha voglia di studiare. Per il Pd lo strumento da perseguire è la “no tax area” per le famiglie meno abbienti

Leggo la proposta di Grasso di cancellare indistintamente le tasse universitarie. Mi pare chiaro che sia un favore ai ricchi e a chi non ha voglia di studiare. È qualunquismo controproducente.

Stare con con i poveri e con i meritevoli è tutt’altra cosa. Noi lo abbiamo dimostrato quando siamo riusciti a introdurre la “no tax area” per le famiglie meno abbienti. Uno strumento “rivoluzionario”, progressivo, fortemente voluto dal Pd, in vigore da quest’anno con risultati importanti (molte nuove immatricolazioni da fasce sociali in difficoltà), che vogliamo estendere nella prossima legislatura.

Stiamo lavorando per fare della prossima la legislatura di diritto allo studio/università/ricerca. Con un investimento straordinario quinquennale che permetta di superare il numero chiuso, di estendere la “no tax area” integrale fino alle famiglie con 30mila euro di reddito, che introduca livelli essenziali per diritto allo studio e welfare studentesco uguali in tutte le regioni, con il reclutamento di 10mila nuovi ricercatori, con un piano speciale per l’edilizia universitaria, con risorse continuative per la ricerca in linea con il bando di 400milioni per i Prin appena varato. Proposte concrete, che poggiano su quanto fatto in questi anni.

Il modo per rafforzare la crescita e dare protagonismo alle nuove generazioni.

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