A Travaglio e Giannini non va mai bene niente…

Opinioni

Contro le dietrologie sulle difficoltà di Ius soli e vitalizi. È che questo Senato non funziona

Martedì sera, da Giovanni Floris, Marco Travaglio ha polemizzato con il sottoscritto sulla questione dei vitalizi sostenendo che il Pd ha sbagliato a portare avanti la legge perché sarebbe stata incostituzionale e che invece si sarebbe dovuta approvare una norma regolamentare da parte degli Uffici di presidenza di Camera e Senato. Vedremo come andrà a finire. Di una cosa sono però personalmente certo: che se il Pd non avesse portato la legge Richetti in Parlamento, anche a costo di forti dissensi interni (il compagno Sposetti e non solo), “costringendo” quasi tutti a votarlo, Marco Travaglio avrebbe scatenato un putiferio contro il Pd perché non aveva fatto una legge eccetera eccetera. Ovviamente con l’orchestra grillina a suonare le sue mazurche propagandistiche.

Addirittura il direttore del Fatto ha sostenuto che il Pd ha scritto consapevolmente una legge incostituzionale pur di non farne niente. Un piano degno di un libro giallo. Come se Matteo Richetti fosse Agatha Christie.

Stesso copione per lo Ius soli. Ieri è toccato a Massimo Giannini che nella sua nuova trasmissione radiofonica “Circo Massimo” (a proposito, auguri) ha detto che la battaglia è giusta ma lo strumento è sbagliato perché il Pd non avrebbe valutato che in Senato non c’erano i numeri eccetera eccetera. Ci risiamo: se il Pd non fosse andato avanti – e anche qui vedremo come finirà perché la partita non è affatto chiusa, come ha detto Paolo Gentiloni – Massimo Giannini e tutto il “Circo” di Repubblica avrebbero scagliato fulmini e saette contro il Nazareno reo di non aver fatto una battaglia seria sullo Ius soli.

Della serie: non va mai bene niente.

Ma la verità è abbastanza semplice. Abbiamo un Senato sostanzialmente imballato e privo di una maggioranza certa e coesa. E’ il frutto acerbo e incancrenito della “non vittoria” del Pd di Bersani nel 2013. Che peraltro rischia di diventare ancora più indigesto in mancanza di una moderna legge elettorale, a causa della risacca proporzionalista che si è gonfiata, per ragioni tante volte analizzate, dopo il 4 dicembre (e mi fa ridere Franco Bechis quando sostiene che innanzi tutto va fatta una legge elettorale quando tutti sanno che il tentativo si è fatto ed è abortito per colpa del M5S).

Ora, può benissimo darsi che su queste due leggi (e – aggiungiamo – sul testamento biologico) il Pd non abbia calcolato bene tempistiche e tattiche parlamentari. E’ anche vero però che Alfano a Montecitorio lo Ius soli, peraltro “temperato”, lo votò. Poi probabilmente per subalternità ai sondaggi, ha cambiato idea. E la maggioranza non c’è più. Almeno oggi. Anche per l’incredibile fuga dei grillini che lo Ius soli, per ragioni mai spiegate, non lo vota.

Una ipotesi che circola è che, magari fra qualche tempo – sicuramente dopo l’approvazione del Def per la quale occorre la maggioranza assoluta – verrà posta la fiducia dal governo, contando sul sì “tecnico” di Mdp in sostituzione dei voti di Alfano. Un cambio di maggioranza alla vigilia della legge di Bilancio potrebbe però stressare il Governo: sono questioni che non si possono affrontare a cuor leggero, come si fa su Twitter dove si divide il mondo in buoni e cattivi. È una ipotesi comunque non irrealistica.

Una cosa sola si dovrebbe evitare. Andare al voto al buio. Il rischio di una bocciatura sarebbe alto. E se la legge sullo Ius soli venisse bocciata dal Senato potrebbe prendere definitivamente la via del cestino. Il che sarebbe l’esito peggiore. Per la legge e per la civiltà di questo Paese.

P.S: Se poi andasse tutto a ramengo, il Pd farà campagna elettorale a favore di Ius soli, biotestamento e riforma dei vitalizi. Addirittura Travaglio e Giannini saranno contenti…

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