L’idea di armare gli insegnanti è della National Rifle Association

Opinioni

Barack Obama era una garanzia contro lo strapotere NRA. L’attuale inquilino della Casa Bianca sembra invece tentato dall’idea di diffondere ulteriormente fucili e munizioni in un paese già ultra-armato

L’idea di Trump di armare gli insegnanti non è affatto un’idea di Trump.

Ma andiamo con ordine. Partiamo dalla dalla presunta smentita del Presidente americano, che in realtà nulla smentisce ed invece conferma e rilancia.

Dopo un’intera giornata in cui si era parlato dell’idea di mandare a scuola gli insegnanti con kalashnikov e mitragliatrici semiautomatiche anziché con libri e tablet Trump ieri ha spiegato, affidandosi al solito Twitter. “Non ho mai detto ‘diamo armi agli insegnanti. Quello che ho detto è di dare armi a insegnanti esperti di armi con esperienza militare e addestramento speciale”, sottolineando che questa ipotesi consentirebbe di salvare vite e sarebbe un deterrente per i ”codardi” che vogliono attaccare. E poi la frase che conferma in pieno la balzana idea di armare gli insegnanti (e perché non i bidelli, allora?): ’’Una scuola libera dalle armi è una calamita per i cattivi”.

Secondo Trump, come riportato dall’Ansa, gli insegnanti “con esperienza militare o addestramento speciale” sarebbero il 20%, “un sacco”, e “sarebbero in grado di rispondere immediatamente se un feroce psicopatico arrivasse a scuola con cattive intenzioni”. “Insegnanti altamente addestrati servirebbero anche come deterrente contro i vigliacchi che fanno questo. Molte più risorse a meno costo delle guardie”, prosegue, sostenendo che “gli attacchi finirebbero”. “Insegnanti/assistenti altamente addestrati, esperti di armi potrebbero risolvere il problema immediatamente, prima che arrivi la polizia. Grande deterrente!”, ha aggiunto.

Un’idea che fa inorridire qualunque persona di buon senso. I dati sono univoci e terrificanti: dei 650 milioni di armi che nel mondo sono in mano a civili il 48% si trova negli Stati Uniti (circa 89 armi ogni 100 cittadini a stelle e strisce). Complessivamente, i cittadini americani sono circa il 5% della popolazione mondiale ma hanno tra loro oltre il 30% degli omicidi di massa. La percentuale di omicidi per arma da fuoco è superiore di oltre 25 volte a quella che si riscontra in ogni altro paese simile agli USA per ricchezza e tenore di vita: per trovare valori peggiori a quelli degli Stati Uniti il termine di paragone non sono né Canada né Italia o altri paesi europei, per capirci, ma Venezuela ed El Salvador.

L’idea di armare gli insegnanti però, come si diceva all’inizio, non è affatto di Donald Trump. E’ una suggestione ben precedente all’attuale Presidenza e, indovinate un po’, proviene dalla NRA, la National Rifle Association, potentissima lobby attiva dal 1871 negli Stati Uniti e sempre più efficace nel condizionare la politica americana, anche grazie a cospicui finanziamenti.

Erano i giorni successivi al massacro della Sandy Hook Elementary School, a Newport, Connecticut, dove Adam Lanza, un giovane di 20 anni, uccise 27 persone, tra le quali sua madre e 20 bambini tra i 6 ed i 7 anni.

Un massacro che sconvolse l’America, tra i più efferati di una lunga serie, e i sondaggi mostravano un paese pronto, finalmente, ad accettare limitazioni alla vendita di armi.

La NRA convocò allora una conferenza stampa lanciando l’idea, con un contropiede perverso e a suo modo geniale: gli americani sono terrorizzati dall’idea che ci siano nuovi massacri perché ci sono troppe armi in giro? Diciamo loro che non ce ne sono abbastanza, e che solo una reale diffusione di armi può servire a dare sicurezza. E così, secondo il vecchio ma sempre utile gioco del “good guy vs bad guy”, la NRA disse che non c’era motivo perché non ci sia personale armato nelle scuole: “The only thing that stops a bad guy with a gun is a good guy with a gun”, queste le parole esatte usate in conferenza da Wayne La Pierre.

Ovviamente La Pierre non mancò di utilizzare tutta la retorica possibile, con argomentazioni evidentemente irrazionali ma a loro modo efficaci per una parte dei cittadini statunitensi: “Proteggiamo le banche, proteggiamo il Presidente ed i membri del Congresso, proteggiamo aeroporti e tribunali: lasciamo senza sorveglianza armata solo i luoghi in cui studiano i nostri bambini?”. Questa la sintesi delle sue parole. E via alla proposta, dal costo stimato superiore ad oltre 5 miliardi di dollari, di un piano per trasformare tutte le scuole in bunker.

Per fortuna non se ne è fatto nulla ma a distanza di anni non si è nemmeno dato vita a serie politiche di controllo della diffusione delle armi, specialmente di quelle in grado di sparare diversi colpi al secondo utilizzate nella maggior parte delle stragi.

Il resto è storia di oggi. All’epoca il presidente era Barack Obama, ed era una garanzia contro lo strapotere NRA. L’attuale inquilino della Casa Bianca sembra invece tentato dall’idea di diffondere ulteriormente fucili e munizioni in un paese già ultra-armato. Vedremo come andrà a fine: paradosso per paradosso potrebbe tornare buona una vecchia battuta di Chris Rock, che in uno spettacolo suggerì di limitare l’uso delle armi da fuoco mettendo un prezzo minimo di 5mila dollari a pallottola. “Ti sparerei, se solo me lo potessi permettere”.

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