Un Pd per i giovani e con i giovani

Opinioni

Questo è un Partito che sa ascoltare i giovani, e lo fa spingendoli a mettersi in gioco in prima persona

Oggi viene lanciato ufficialmente il programma del Partito Democratico dedicato ai giovani. Sin dalla Conferenza Programmatica di Portici, noi Millennials, siamo stati coinvolti nella discussione e nella scrittura dei vari punti, tanto da aver presentato ufficialmente le nostre proposte.

Dietro quelle proposte c’è stato un lavoro grandissimo durato quasi due mesi che ha coinvolto tutti i ragazzi aderenti al progetto: abbiamo chiesto loro di scrivere una proposta che ritenevano importante per la loro generazione e dopo tante limature siamo giunti a 10 punti condivisi da tutti.

In questo modo abbiamo dimostrato che è soltanto un luogo comune dire che la nostra generazione sia disinteressata alla politica, basta semplicemente dare ai giovani spazio e ascolto. Perché i giovani ci sono e rivedere tante delle nostre proposte all’interno del programma definitivo del Partito Democratico è un orgoglio e dimostra che c’è una comunità pronta ad ascoltarci.

Abbiamo portato il punto di vista della nostra generazione all’interno della visione di futuro che il Partito ha per il nostro Paese. Non deve trarre in inganno il fatto che nel programma Pd non ci sia un capitolo dedicato proprio alle politiche giovanili perché in realtà si parla di giovani ovunque: quando si parla di scuola, di lavoro, di disoccupazione, di cultura, di università, di alternanza scuola-lavoro e quando si parla di tassazione per creare un quadro più equo per i lavoratori del futuro.

In questi mesi sono state tante le iniziative volte all’ascolto dei ragazzi e organizzate direttamente da noi giovani. Quella più importante è stata sicuramente “Parole di Generazione” che ha coinvolto tutte le realtà giovanili vicine al Partito Democratico. Insieme ci siamo confrontati ed abbiamo riscoperto la bellezza di fare politica sui contenuti e non sugli slogan. Siamo scesi in piazza in 8 città italiane per raccontare, volantinando, la nostra prima battaglia vinta: la reintroduzione dell’obbligo di insegnamento dell’educazione civica nelle scuole secondarie.

Mi ha colpito moltissimo il fatto che di fronte al nostro entusiasmo e alle nostre proposte le persone abbiano mostrato davvero tanto interesse, complimentandosi con noi e accettando il materiale che gli davamo. Le persone ci ringraziavano, ci hanno sommersi di suggerimenti e ci hanno spronato ad andare avanti. Alla stesso tempo stavamo lanciando un messaggio ai nostri coetanei: questo è solo un piccolo passo, ora ci servono le vostre idee per una prossima battaglia da condurre insieme.

Questo è un Partito che sa ascoltare i giovani, e lo fa spingendoli a mettersi in gioco in prima persona. Noi ci siamo, per il futuro del Paese.

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