Un Pd più moderno, una leadership legittimata

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I nostalgici del Pci vogliono rimanere sempre lì

Durante le ultime amministrative, mentre con due amici distribuivo volantini elettorali, una sorridente signora di mezza età si è avvicinata alla nostra ottimista armata Brancaleone. Non intendeva sapere cosa avrei fatto per i cassonetti e non aveva neanche un nipote da sistemare, voleva solo farmi una domanda: “Visto che ti candidi vuoi dirmi che cos’è per te la politica”? Avrei potuto rispondere cento cose ma in quel momento dalla mia bocca è uscita la frase “fare la cosa giusta”.

Ora, tra le tante declinazioni pratiche di questa definizione ritengo così importante l’onestà – anche e soprattutto quella intellettuale – che le numerose polemiche legate al titolo di “Libero” sulla Raggi mi danno l’occasione per fare un paio di considerazioni. Si dice che i pesci rossi non soffrano le scarse dimensioni della boccia in cui vivono perché, tempo di fare un giro, hanno già dimenticato quanto visto pochi secondi prima. Non so se è vero per i pesci ma, se sono in buona fede, di certo è un concetto che si applica perfettamente a molti elettori del Movimento 5 Stelle.

Capiamoci, la copertina del quotidiano di Feltri è sgradevole ma questa reazione da educande presuppone, da parte dei tanti dirigenti e militanti inorriditi, la rimozione di un aspetto da sempre basilare nella politica del Movimento 5 Stelle: l’offesa e la violenza verbale più becera.

Era d’altronde Grillo o un suo sosia che aizzava la peggiore rete chiedendo alla folla inferocita “cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina?”. Le risposte hanno prodotto un letamaio di sessismo, ma evidentemente in quei giorni gli adepti M5S avevano lo sdegno su “Off”. Probabilmente la stessa cosa era successa qualche anno prima quando Beppe definiva la senatrice a vita Montalcini, orgoglio nazionale e premio Nobel per la medicina, una “vecchia troia” (con gaudio ante litteram, immagino, per i tanti anti-vaccinisti che oggi organizzano manifestazioni oscurantiste e medievali). Potrei citare i tanti, tantissimi, attacchi a Maria Elena Boschi, le irrepetibili offese del pentastellato De Rosa ad Alessandra Moretti, quelle della Guzzanti a Mara Carfagna o ai tweet orrendamente omofobi all’indirizzo di Vendola (retwittati ovviamente dallo stesso Grillo).

Ma questi sono loro, parliamo di noi. In un Paese in cui violenza e dileggio on-line mietono quotidianamente vittime e chi ha il coraggio di raccontare la sua storia in tv viene pubblicamente attaccata perché indossa un vestito scollato (vista l’aria quando lo facciamo un bel dibattito sul ridimensionamento del diritto di voto alle donne o sull’abolizione del divorzio?) il Pd – così preso dal quotidiano attacco a Matteo Renzi – non ci pensa neanche a ricordare compatto che proprio al suo Governo dobbiamo una misura specifica per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo.

Quando Crozza – durante una temeraria esibizione a distanza, dopo il concerto di fischi presa durante l’ultimo Festival di Sanremo a cui ha partecipato – non trova niente di meglio da fare che chiedersi quale sia il lascito del Governo, mi verrebbe da organizzare una colletta su change.org per proiettare sul suo palazzo la splendida risposta di Ivan Scalfarotto.

Forse prenderebbe atto di come la recente legge sulle unioni civili abbia consentito a questo Paese di fare quel balzo in avanti che aspettavamo da decenni. Si tratta di considerazioni così banali che vorrei saperle radicate e manifeste non solo per me ma per tutto il Pd in cui milito da anni.

Purtroppo però, come so di non essere il solo a fare queste riflessioni, so anche che trasformare questo partito in qualcosa di moderno (nel 2017 posso prenotare con internet un viaggio per New York, ma non tesserarmi al Pd), unito e partecipato non è un fine così universalmente condiviso.

Ci vuole un Congresso per definire democraticamente la leadership interna, va bene, ma a parte i deliri dissociativi a proposito di carte bollate e golpe, vorrei ricordarvi che il Segretario che ogni giorno trivellate di fuoco amico non è stato imposto con un putsch armato.

Nonostante infatti rappresenti la maggioranza del Pd (67,55%), proprio voi che nel Pci facevate del centralismo democratico il vostro faro, oggi – guarda caso – proponete un approccio molto più morbido.

Alle ultime elezioni non sono stato eletto mentre voi siete in Parlamento da prima che nascessi, sbaglierò ma un collegamento a quel famoso “fare la cosa giusta” io ce lo vedo, magari lo stesso principio che radica voi al potere, allontana gli elettori dal partito e noi dal Pd che vogliamo.

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