Unire e vivificare, ecco gli obiettivi comuni dei dem. E di Pisapia

Opinioni

La principale forza della sinistra italiana si ispira al riformismo e a esso guardano altri soggetti, come quelli rappresentati dall’ex sindaco di Milano

Non sono pochi gli articoli di giornale dedicati a scrutare, commentare o prevedere le mosse di Giuliano Pisapia. Eppure a parer mio se si resta intrappolati in ciò che rimane della “ragion di partito” (o di corrente e di gruppo) e nei classici schemi della contesa per il potere, si finisce per brancolare nel buio. L’ex sindaco di Milano, infatti, è soprattutto un interprete. Egli interpreta due sentimenti diffusi nel popolo di centrosinistra: l’ansia dell’unità (le divisioni intestine fanno il gioco degli avversari) e, nel contempo, il riconoscimento di una pluralità di sensibilità, di storie e di tendenze (il pluralismo interno possibile).

Si tratta, a ben vedere, di due istanze che possono venir coniugate in una proposta di governo solo se si procede in maniera diversa dal passato (si guardi ad esempio all’ “Unione” del 2006). Il radicamento di un grande soggetto politico a vocazione maggioritaria come il Pd, con una leadership forte e fondata sulle primarie, rappresenta in tal senso un antidoto rispetto alla ripetizione del solito copione, corredato dai soliti errori. Matteo Renzi, dunque, non può essere l’avversario di Pisapia.

I suoi nemici sono piuttosto l’indifferenza, l’ignavia, il grigiore di una politica spenta, ridotta ad amministrazione o, ancor peggio, a occupazione di poltrone e a semplice gestione di risorse. Una politica senz’anima, senza progetti, senza cuore e senza ideali.

Oggi ci troviamo dinanzi a un fatto inedito: la principale forza della sinistra italiana si ispira al riformismo e a esso guardano altri soggetti, come quelli rappresentati dall’ex sindaco. Perché, dunque, sottrarci al confronto ideale e programmatico? Perché dissipare un patrimonio di lotte, di idee, di pratiche volte al cambiamento possibile, di cui pure siamo eredi? Perché trattare le parole “riforma” e “riformista” come se fossero gusci vuoti? Unire e vivificare, ecco gli obiettivi comuni: dei dem e, credo, di Pisapia.

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