Il vento atteso della Sicilia e l’urgenza dell’unità

Opinioni

Guardare avanti e ricostruire un’alleanza vincente per l’Italia

Da mesi, i sondaggi indicavano che in Sicilia avrebbe vinto la destra. Che i grillini avrebbero avuto parecchi voti. Che il centrosinistra avrebbe avuto una brutta sconfitta. Così purtroppo è stato. Dire che per il Pd è una sconfitta annunciata vuol dire lenire la ferita? No, è fare una premessa indispensabile per chi voglia fare un’analisi seria del voto. Pur nella sua particolarità storica, la Sicilia ha raccolto il vento addirittura mondiale del populismo e della scorciatoia egoistica della destra; ed è grave che la sinistra non riesca a intercettare quel vento per orientarlo verso lidi di solidarietà e progresso civile. Nell’Isola va così da tempo. Ma guardiamo meglio il voto. La destra, a differenza di cinque anni fa, si unisce e vince: ma di quale destra stiamo parlando? Stanno già lì a litigare: ho vinto io, dice Berlusconi. No, ho vinto io, ribatte Salvini. L’ “arancino” si sgonfierà presto, e a pagarne il prezzo saranno i siciliani. Questo M5s ha molti voti ma non vince. Forse non vuole vincere, memore delle disavventure di Roma e Torino, di certo la scommessa siciliana non l’hanno vinta. Ma veniamo al Pd, alla sinistra.

Siamo onesti: per molta gente la Sicilia doveva essere la buccia di banana per far scivolare Renzi. La rottura di Mdp non ha molte altre spiegazioni. Ma alla fine, stante anche la non certo esaltante prova di Fava – doppiato da Micari -, la rottura tutta “romana” ha favorito Musumeci e non ha reso un gran servizio al comunismo. Qui c’è materia di riflessione. Per tutti. Il Pd ha fatto quello che doveva fare, seguendo con correttezza le indicazioni di Leoluca Orlando, che adesso fa il polemico: il Pd ha costruito un centrosinistra aperto guidato dal candidato indicato dal sindaco di Palermo – Fabrizio Micari, che si è battuto bene fino alla fine. Caso mai, sarebbe interessante sapere se alla luce del risultato oggi Pietro Grasso ha un piccolo senso di colpa per non essersi impegnato nella battaglia. Infine, vedremo bene le percentuali di lista: al momento siamo sui livelli di cinque anni fa, quando il Pd di Bersani prese il 13,4%, con Crocetta che andava forte e un partito unito.

Quali potranno essere i riflessi nazionali del voto siciliano? La Direzione del Pd, lunedì 13, discuterà su come mettere a fuoco le necessarie iniziative per sviluppare il discorso delle alleanze in vista del vero appuntamento, quello delle politiche di primavera. E’ un tema delicato che impone a tutti, compreso il Pd, un “di più” di freddezza e di pazienza.

La scommessa vera, per il Pd, è unire se stesso e trovare l’unità con altre forze, con un unico obiettivo: impedire che l’Italia venga governata dalle destre. Un compito storico, a questo punto.

 

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