Verso il Lingotto: apertura, partecipazione, valori e riformismo

Opinioni

Tra i gruppi di lavoro previsti ce ne è uno che mi sta molto a cuore ed è quello che riguarda la forma e l’organizzazione del partito

Tra poche ore con molti altri attivisti, iscritti, simpatizzanti del PD sarò al Lingotto di Torino (http://lingotto.matteorenzi.it/programma/) per una tre giorni che servirà ad arricchire e completare la piattaforma congressuale di Matteo Renzi e ci farà entrare nel vivo della competizione congressuale.

Le cronache di questi giorni – con la vicenda Consip, le fughe di notizie e le polemiche politiche che ne sono derivate – come era inevitabile hanno avuto dei riflessi nel dibattito istituzionale. Rispetto e fiducia nel lavoro della magistratura, rifiuto dei processi mediatici: con questo atteggiamento affronteremo serenamente e con determinazione i passaggi parlamentari che ci attendono. Difenderemo la serietà e l’onorabilità del Pd dagli attacchi degli avversari politici che, in particolare nel caso dei 5S, sono garantisti a giorni alterni. Ma sarebbe grave se questa vicenda diventasse parte dello scontro congressuale. Chiunque se ne rendesse protagonista si assumerebbe la responsabilità di avvelenare un percorso democratico regolato e trasparente che fa del Pd una eccezione positiva nel panorama politico nazionale.

Ma torniamo al Lingotto. Tra i gruppi di lavoro previsti ce ne è uno che  mi sta molto a cuore ed è quello che riguarda la forma e l’organizzazione del partito. Mi è stato chiesto di coordinare quel workshop insieme ad Andrea Romano e Pietro Bussolati. Stiamo cercando di enucleare dei punti di discussione da sottoporre ai partecipanti del gruppo per facilitare il confronto e poi la sintesi.

Chi è interessato può a sua volta mandare dei contributi a: lingotto2017@gmail.com. Spero che la discussione del Lingotto sia l’occasione per porre basi solide ad un lavoro di medio periodo se, come mi auguro, Matteo Renzi sarà rieletto segretario. Sono convinta infatti che ci attende una stagione politica difficile, in cui le spinte alla frantumazione politica e al ritorno ad una logica proporzionale non faranno che alimentare la disaffezione e la distanza tra i partiti e i cittadini. E in questa stagione difficile, se non vogliamo arrenderci alle sirene della demagogia, delle fake news , del populismo e se non vogliamo rinunciare a proporre le riforme necessarie all’Italia e all’Europa, avremo bisogno di uno strumento di ascolto e di dialogo con la società italiana. Avremo bisogno di un partito che sappia formare, riconoscere e selezionare una classe dirigente competente e solida, da opporre agli urlatori incompetenti che ogni giorno in Parlamento e nei talk show vediamo esprimere dal M5S.

Un lavoro di medio periodo che rifugga dalla nostalgia del passato e che scelga di misurarsi con obiettivi realistici, di innovazione e rilancio di un partito aperto, moderno, accogliente.
Vi allego una riflessione di Mario Rodriguez che contiene molti spunti interessanti e, per quanto mi riguarda, anche alcune conclusioni condivisibili

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