Vi racconto com’è davvero Roma, una città che non molla mai

Opinioni

Sono arrivata dopo lo tsunami, è vero, ma rifiuto di soggiacere alla logica passiva della rassegnazione. Liberare Roma con Giachetti è possibile e doveroso

Non ho mai temuto le sfide, anzi potrei dire di essere nata con un gene che le rende una tentazione quasi irresistibile. E Roma per me era ed è una sfida: una sfida d’amore ma anche una sfida di responsabilità perché mai come oggi Roma ha l’urgenza di scelte responsabili.

La campagna elettorale è una lunga, tormentata e bellissima immersione nella realtà della gente: non può essere altrimenti perché è lo sguardo della gente a essere il più vero, è ogni singola parola ascoltata sulle strade, nei mercati, nelle piazze, nei negozi di ogni genere e livello ad avere importanza per chi come me risponde con tutto il cuore alla chiamata politica.

Ho ritrovato Roma, che non ho mai lasciato veramente, e ho scelto di guardare tutto di persona, di esserci: non mi sono fatta bastare le descrizioni altrui, chi lavora per migliorare le cose non può fare altro che valutare direttamente. Ci ho creduto e ci credo, insomma, anche se non posso fare a meno di dire, con tanta amarezza, che differenze sociali, disordine e degrado sono reali un po’ ovunque.

Ho scelto una campagna elettorale da democratica orgogliosa, che non sa e non vuole ricondurre la città al brand su cui si è abbattuta Mafia capitale. Sono arrivata dopo lo tsunami, è vero, e gli effetti sono ancora evidenti, ma rifiuto di soggiacere alla logica passiva della rassegnazione anche se, liberare Giachetti e la nuova stagione di Roma non è facile, ma assolutamente possibile e doveroso.

Non sono la sola candidata che si è sentita dire: “Eh, il PD ne ha fatte di cotte e di crude, ma a lei la posso vota’. Lei merita, mi fido”. Proprio quel “mi fido” si è impresso a fuoco nella mia voglia di continuare a lottare e di proseguire nel lavoro duro di riconversione delle energie che sembrano avere complicato all’inverosimile la vita della città.

Tanti candidati dei municipi sono andati meglio del PD, e la domanda è lecita: “Perché a te sì e al PD, a Roma no?”. Il consigliere o il Presidente di Municipio sono per lo più riconosciuti, anche se va detta una verità fondamentale: il Comune non offre loro la possibilità di operare. Il Consigliere o il Presidente di Municipio sono eroi metropolitani senza superpoteri, anzi senza alcun potere. Il meccanismo si inceppa per loro anche su scala cittadina.

La lunga marcia della campagna elettorale non è terminata, ma è entrata in una fase cruciale, determinante per il prossimo futuro di ognuno di noi: con il ballottaggio i cittadini si trovano a decidere in un’alternativa tra un candidato sindaco che dal punto di vista politico e amministrativo ha già fatto molto e una candidata che “parla del vento”. I cittadini di Roma scelgono tra sindaci di quartiere seri e competenti e sconosciuti che, pure con il massimo rispetto nel parlare di loro, hanno esperienza pari a zero e possiedono solo il beneficio dell’ignoto.

Nella vicinanza delle donne e degli uomini del PD che ho incontrato da Primavalle a Tiburtina a Bastogi, da San Basilio al Pigneto ai Colli Portuensi, c’è il profilo di una “politica utile”, un amministratore di prossimità che si è trovato a combattere a mani nude con una burocrazia comunale impossibile e furbastra, e talora a rispondere a un apparato politico al servizio di correnti prive di senso.

Molto mina anche la sua credibilità davanti ai cittadini che chiedono e vogliono costruire: anche per questo l’idea di decentramento di Giachetti mette insieme potere e responsabilità, scelta consapevole e passione politica. E’ il momento più sbagliato per gli apprendistati e per l’improvvisazione: abbiamo bisogno di competenza, lungimiranza, onestà e professionalità. Non illudiamoci che essere nudi di esperienza politica sia il requisito per dimostrarsi capaci di governare: non è così. Si sta stabilendo una pericolosissima e falsa equazione: inesperto uguale onesto. Stiamo sbagliando tutto se pensiamo che questa pericolosissima equazione funzioni.

I commercianti e i cittadini di via dei Colli Portuensi vivono da anni con la promessa di una potatura, di un controllo sulla velocità, della rottura dell’accerchiamento dell’ambulantato confusionario e strabordante. San Basilio è il deposito dei dannati cui si arriva dal Boulevard delle Slot di Tiburtina Valley, ma se ci vai senza rete senza preconcetti, se ci vai con passione, ti ferma l’ex carcerato e ti dice: “Brava, c’hai coraggio a veni’ da sola”. E trovi la banchista al mercato che ti vuole raccontare i problemi del figlio, la donna malata che ti confida le sue difficoltà a farsi curare continuando a lavorare. Sicurezza, lavoro, cultura, strade e mezzi decenti. Crescita, non chiacchiere!

La signora che non lascia mai casa per paura che gliela occupino dovrebbe portare i pannolini a lavare in cooperativa? Sai quanto gliene frega della carta di credito tagliata e della funivia. Chi è vicino a chi in questa campagna elettorale, ma soprattutto chi sarà vicino a chi governando Roma?

Quando incontri i vincitori del concorsone che tutti in TV strumentalizzano e ora possono essere assunti, che devono essere assunti, hai la sensazione che molti li abbiano ascoltati ma nessuno si sia messo di buzzo buono per toglierli da un girone dantesco e metterli dove c’è carenza di personale. Ci vuole adesso una tigre da buona amministrazione che dica: “Non ve ne andate di qui finché non ve lo risolvo”.

Lo stesso vale per cose più semplici come la ricollocazione definitiva dei lavoratori ex “Guardiani dell’URBE”: ho studiato le carte ed è solo questione di buone volontà e impegno. Non c’era il PD in queste periferie, prima? Ahimè, c’è stato quasi sempre ma chi prendeva il carico del problema restava inascoltato, sfrangiato, depotenziato da un governo e da una burocrazia cittadina debole, con dirigenti intenti ad autofustigarsi e a guardarsi l’ombelico.

Ai cittadini non interessano le autocritiche, interessano gli impegni e le persone: chi è ora in campo come noi, può mostrare le mani pulite e gli sforzi fatti, ma soprattutto ha la competenza e la preparazione e la voglia di entrare nel merito. Non molliamo, Roma ha bisogno di noi. Roma ha bisogno di Roberto Giachetti.

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