Vi racconto come non funzionano i trasporti in Sicilia

Opinioni

Non funziona la Palermo-Catania, la nostra battaglia

In Sicilia non si parla d’altro che delle carenze dell’autostrada Palermo-Catania, mentre le carenze della rete ferroviaria passano sotto silenzio.

A far scalpore è la città di Palermo, che dal 29 giugno 2015 non è più collegata tramite ferrovia all’aeroporto di Punta Raisi, da quando è stata chiusa la tratta ferroviaria Notarbartolo-Punta Raisi per consentire l’avanzamento dei lavori del raddoppio della linea ferrata del passante ferroviario.
Lavori iniziati “ufficialmente” il 22 febbraio del 2008, con circa 6 anni di ritardo a causa di un contenzioso sui fondi tra RFI e lo Stato italiano. Circa 30 km di linea ferrata che saranno interamente raddoppiati ed in parte interrati.
Ma dopo quasi 10 anni i lavori non sono ancora giunti al termine.
I treni resteranno fermi fino a settembre 2016. Uno stop che di fatto sta penalizzando tutti gli abitanti dei comuni dell’hinterland, oltre 50 mila residenti dei comuni di Isola delle Femmine, Capaci, Torretta, Carini, Cinisi e Terrasini. Ma soprattutto più di 1 milione di passeggeri che durante l’anno fanno scalo all’Aereoporto Falcone e Borsellino, provenienti da tutta Italia e dall’estero, non possono raggiungere gli alberghi, hotel, B&B della città di Palermo con il treno.
Trenitalia dal canto suo ha predisposto un servizio sostitutivo su gomma, ma i tempi di percorrenza si sono quasi triplicati e pertanto tutti gli studenti dei Comuni coinvolti sono stati costretti ad utilizzare la macchina.
Per volontà del circolo PD di Capaci, da giugno si è formato un comitato informale di pendolari che è riuscito a spingere tutte le amministrazioni comunali ad unirsi nelle rivendicazioni per i loro pendolari contro la Regione Siciliana che da mesi non da ascolto ad alcuna istanza proposta. Da mesi il Comitato ha portato al tavolo della Regione importanti richieste che a costi irrisori potrebbero rendere più agevole la mobilità di tutti i pendolari dei nostri comuni, ma in realtà le istituzioni hanno dimostrato un interesse pari a zero verso tutti i cittadini coinvolti.
Il Comitato che unisce tutti i Sindaci e i Consigli Comunali dei paesi coinvolti, ha chiesto un collegamento diretto con l’Università degli Studi di Palermo e l’introduzione di un biglietto unico valido per i servizi erogati tanto da Trenitalia quanto da Amat, che svolge il servizio urbano nella Città di Palermo, onde consentire ai pendolari di organizzare in maniera più efficiente e conveniente i loro spostamenti, ma abbiamo trovato solamente muri insormontabili.
Questa battaglia di civiltà oggi vede aggravare la posizione dei viaggiatori con l’introduzione nella città di Palermo di due zone a traffico limitato. Per accedervi sarà necessario pagare un pass del costo di 100 euro, che va ad aggiungersi ai maggiori costi che già sono costretti a sostenere i pendolari in virtù della chiusura del tratto della ferrovia; pertanto il Comitato Pendolari Palermo-Punta Raisi ha chiesto l’esenzione fino al termine dei lavori.
Ogni grande città ha il dovere di adottare disposizioni in materia di ZTL, e ciò per gli indiscutibili benefici in termini di sicurezza della circolazione, di tutela della salute della popolazione e del patrimonio ambientale, ma si deve essere altrettanto consapevoli che un servizio organico di mobilità deve essere condicio sine qua non per l’istituzione delle ZTL.
I cittadini devono essere messi nelle condizioni di poter scegliere se utilizzare i mezzi pubblici o pagare una tassa per utilizzare l’automobile.
(segretario circolo Pd di Capaci)

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