Vi racconto cos’è PizzAut, un progetto di genitori di bimbi autistici

Opinioni

L’idea di affidare la gestione di una pizzeria ad un gruppo di bambini con autismo

L’autismo catalizza attenzione il 2 aprile quando si celebra la “giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo”, durante la quale in molte città si illuminano di blu monumenti ed edifici. Poi, però, durante il resto dell’anno, cala il silenzio.

Un gruppo di genitori milanesi e brianzoli con figli autistici hanno comprensibilmente pensato che sarebbe bello avere il cielo blu tutto l’anno, e non solo il 2 aprile, ed hanno iniziato ad elaborare un progetto che possa portare i loro ragazzi autistici ad essere protagonisti di un percorso di inclusione sociale e lavorativa.

Ne è nato il progetto PizzAut, un laboratorio di inclusione sociale attraverso la realizzazione di una pizzeria-ristorante gestita da ragazzi con autismo, affiancati da professionisti della ristorazione e della riabilitazione.

L’idea è di realizzare un locale per la famiglia ma anche per i giovani, dove stare bene e divertirsi, con prodotti ricercati, dove trovarsi e ritrovarsi, in una dimensione temporale e relazione fuori dalle frenesie che mettono in difficoltà chi è affetto da autismo, ma che fanno male anche ai cosiddetti “normali”. Per la realizzazione è stata identificata un’area entro spazi verdi a Segrate.

Per concretizzare il progetto PizzAut sono necessari 120.000 euro: una cifra significativa per famiglie non agiate. Per questa ragione, per raccogliere parte delle risorse necessarie – che integrano le disponibilità dei familiari dei ragazzi – quattro mesi fa è stata lanciata una campagna di crowdfunding per 60.000, che ad oggi ha permesso di raccoglierne oltre 25.000. La campagna è stata sponsorizzata inizialmente da Kekko dei Modà e rilanciata con semplicità, tra gli altri, anche da Matteo Renzi. I genitori stanno anche partecipando ad un bando ministeriale sul lavoro e la disabilità con la speranza di poterlo vincere.

Sabato scorso PizzAut è stato ospite in Tv, in prima serata, di ‘Si tu que vales’ la nota trasmissione che vuole premiare i progetti che valgono: PizzAut ha ottenuto una straordinaria accoglienza ed un eccezionale successo poiché è andato direttamente in finale, senza dover affrontare fasi eliminatorie! Un altro segno positivo che accende le speranze dei genitori di poter vedere presto realizzato il loro sogno.

Nico Acampora è papà di un bambino autistico di 9 anni ed educatore professionale, ed è l’ideatore e l’anima del progetto PizzAut. Ci racconta che “troppo spesso i ragazzi con autismo sono esclusi dal mondo del lavoro e dalle relazioni sociali e come genitori di bimbi con autismo lo verifichiamo ogni giorno sulla nostra pelle e con i nostri ragazzi”.

Ma il lavoro è autonomia, è dignità, è possibilità di scegliere un progetto di vita: è quindi stato un bisogno naturale “fare qualcosa per il futuro dei nostri figli e per il presente di altri ragazzi che hanno già un’età da lavoro: ragazzi che hanno competenze, che hanno energie, che hanno risorse”. Il progetto è nato pensando “ad alcune delle cose più belle che ci sono in Italia: la pizza, l’amore, la gioia, l’inclusione e la possibilità di lavorare per gli altri”.

E così PizzAut vuole dimostrare che l’inclusione sociale può essere bella, piacevole e divertente, che per renderla concreta bisogna lavorarci tutti i giorni con impegno.

Chi ha in mente l’autismo spesso può pensare a al film ‘Rain man’ e a Dustin Hoffman, ma l’autismo è come la normalità: ognuno è diverso dall’altro, ognuno ha i suoi tempi, ognuno ha le sue caratteristiche. E anche portare in tavola delle pizze può sembrare una cosa semplice e banale, “ma non è così per dei ragazzi che hanno un disturbo dello spettro autistico”. Il fatto che
dei ragazzi normalmente esclusi dal mondo del lavoro – e spesso anche dal resto della società – possano avere una possibilità “è una cosa che li rende importanti, che li riempie di gioia perché li mette nella condizione di sentirsi utili per gli altri e al tempo stesso li mette nella condizione di poter lavorare esprimendo una abilità, che dà loro dignità e soddisfazione”.

Il progetto PizzAut ha pensato alla realizzazione di un luogo lento, nel quale una persona possa andare a mangiare con tranquillità e serenità, nel quale i ragazzi che servono ai tavoli possono avere anche loro i propri tempi: perché – ci spiega Nico, che è anche Assessore all’Educazione nella Giunta del Sindaco Ermanno Zacchetti a Cernusco sul Naviglio – “se si rispettano i tempi di chi lavora si rispettano anche i tempi di chi va a mangiare in questo ristorante, un ristorante speciale, fatto da ragazzi speciali e con ingredienti speciali”.

Durante l’estate PizzAut è stato testato con due iniziative che sono subito state accolte con entusiasmo: prima con tre cene alla ‘Spilleria’ di Cassina de’ Pecchi con poi con due serate in piazza a Cernusco sul Naviglio – con il supporto di Rossopomodoro – sono state quasi 2.000 le persone che hanno gustato questa pizza davvero speciale, serviti da camerieri speciali. Con Rossopomodoro PizzAut ha formalizzato un rapporto di collaborazione: l’importante catena di pizzerie si è offerta di fare all’nterno dei propri locali una specifica formazione per i ragazzi autistici.

Solo la preoccupazione di un genitore per il futuro del proprio figlio autistico poteva partorire un’idea così bella e ricca di valore, sfuggendo dal cliché che non consente di vedere nei ragazzi affetti da disturbo dello spettro autistico un’esistenza che scivola via in silenzio; in queste persone ci sono invece un’energia ed un potenziale enormi.

PizzAut è una sfida straordinaria, che vuole dimostrare che l’inclusione sociale è possibile e che sa far star bene le persone. Questo speciale progetto ha anche l’ambizione di educare le persone a vedere tutte le cose normali della vita: è vivendo normalmente che rendi tutto normale.

Per sostenere PizzAut si può fare una donazione online al sito www.pizzaut.it

Vedi anche

Altri articoli