Vogliono far morire l’Unità

Opinioni

Domani il quotidiano non sarà in edicola

«Quando la scure si abbatterà su di voi, la morte avrà la mia faccia». Con queste parole l’Amministratore delegato de l’Unità srl, Guido Stefanelli, si è rivolto a un membro del Cdr che gli chiedeva un incontro. A questo siamo precipitati. A un degrado ignobile non solo delle relazioni sindacali ma di quelle umane.

Questo è il clima avvelenato a quattro giorni dal 1° febbraio, quando l’assemblea dei soci dovrà decidere la ricapitalizzazione o la messa in liquidazione del giornale. Al segretario del Pd e ai soci di maggioranza de l’Unità srl abbiamo rivolto domande di merito sulla situazione del giornale, sulle responsabilità e le prospettive. Non abbiamo ricevuto risposte. Se non silenzi, insulti, minacce e generiche ras sicurazioni.

Non ci faremo intimidire. In gioco non sono solo 36 posti di lavoro, ma il futuro stesso del giornale, la sua vita o la sua morte. Useremo tutti gli strumenti, politici, sindacali, legali, per difendere i nostri diritti. Per questo domani l’Unità non sarà edicola. Per i lavoratori è una scelta dolorosa, sotto ogni punto di vista, ma inevitabile di fronte all’atteggiamento dell’azienda. Ai nostri lettori chiediamo di esserci vicini. Al segretario del Partito Democratico chiediamo inoltre, come ha annunciato, di incontrare il socio di maggioranza.

Il tempo sta per scadere e nulla deve restare intentato. Continuiamo a credere che l’Unità, e non solo per la sua storia, sia ancora e deve continuare a essere una voce importante, uno strumento insostituibile per la sinistra e per il partito di riferimento, il Pd.

Il comitato di redazione de l’Unità

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