X

Martedì 5 settembre

Ricapitoliamo tutta la storia. Calano un po’ in tutta Italia le percentuali di vaccinazioni. Si scende sotto la soglia di sicurezza e si registra un’epidemia di morbillo. Il governo decide di prendere provvedimenti attraverso un decreto, valutando quali sono i vaccini che vanno reintrodotti come obbligatori. Si decide, inoltre, che per accedere ai nidi e materne bisogna essere in regola con le vaccinazioni, sulla scia di quanto fatto già in Emilia-Romagna.

Ora c’è il governatore veneto Luca Zaia – fino a questa vicenda considerato una persona seria – che già dall’inizio di tutta questa storia decide di diventare il portabandiera della lotta ai vaccini. Non sceglie di tutelare i suoi corregionali, ma di appoggiare solo di una parte di essi, gli antivaccinisti. Alla decisione del ministero della Salute dichiara di contrapporre il dialogo (come se sulla scienza fosse normale accogliere come vere delle semplici “opinioni”).

Dietro il dialogo si nasconde semplicemente la voglia di temporeggiare per trovare il modo di evitare il decreto. Per fare ostruzionismo. Per fare un po’ di casino. Dopo aver annunciato, a giugno, di voler impugnare la legge, ora il governatore del Veneto ha un’altra idea: concedere una proroga di due anni per la vaccinazione dei bambini da 0 a 6 anni. Due anni durante i quali in quella regione, a causa della lobby antivax (che si lamenta della lobby delle case farmaceutiche), i più indifesi non saranno tutelati: i neonati e i bambini immunodepressi, solo per fare i due esempi più eclatanti. Ha ragione il ministro Lorenzin: il decreto del Veneto non è sostenibile. Zaia dovrà assumersi la responsabilità di quello che può accadere in ogni struttura e ai singoli alunni. Fino alle estreme conseguenze, anche penali.

Articolo originale

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti contenuti in linea con le tue preferenze. Cliccando in un punto qualsiasi dello schermo, effettuando un’azione di scroll o chiudendo questo banner, presti il consenso all’uso di tutti i cookie.